Lunedì 28 Maggio 2018

Parità. Legge quadro tra centri anti violenza donne e prevenzione: 4 milioni per gli interventi

Mercoledì 14 Febbraio 2018
Emma Petitti

Prevenzione, protezione e autonomia. Sono i tre pilastri della legge quadro per la Parità e contro le discriminazioni di genere delineati oggi in commissione Parità quale fotografia dell'applicazione della normativa a tre anni dalla sua approvazione. A illustrare gli obiettivi raggiunti e i passi avanti fatti in tema di parità di genere è stata l'assessora alle Pari Opportunità, Emma Petitti, che ha spiegato come "la Regione abbia voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati, dalle associazioni agli assessorati fino agli organi di garanzia, perché l'obiettivo è un approccio trasversale che deve riguardare tutte le politiche messe in campo". 

"Non solo parole, ma anche fatti", ha poi ricordato. Come i bandi regionali rivolti alle associazioni che si occupano delle donne che hanno subito violenze, ma anche "il percorso di prevenzione portato avanti con le scuole superiori: educare alla differenza - ha sottolineato l'assessora Petitti - è un passo fondamentale". Così come fondamentale, ha sottolineato ancora l'esponente della Giunta, "è il lavoro dell'Osservatorio regionale anti violenza: pian piano vogliamo costruire un sistema sempre più strutturato e per farlo abbiamo appunto riunito l'Osservatorio, composto dalle varie professionalità che contribuiscono a migliorare sempre di più il lavoro rivolto alle donne che subiscono violenze".

Importanti anche i corsi per il personale del 118: "Su questo aspetto - ha aggiunto l'assessora - abbiamo investito 240mila euro, in modo che il personale che assiste le vittime di violenza sia adeguatamente preparato". Tutto questo è stato possibile grazie ai fondi statali (2 milioni di euro nel biennio 2015-2017) che, sommati a quelli regionali, fanno un totale di 4 milioni destinati alle politiche attive. Inoltre, 423mila euro sono stati utilizzati "per nuovi centri anti violenza e nuove case per le donne che denunciano, perché, appunto - ha insistito l'assessora - l'autonomia delle donne è fondamentale".

 

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits webit.it