Sabato 22 Settembre 2018

Niente tassa rifiuti per le aule di catechismo e divulgazione del culto a Rimini, escluso l'Islam

Martedì 13 Marzo 2018 - Rimini
Foto di repertorio

Centrodestra esulta: chi non ha rapporti istituzionali con lo Stato paga

Rimini le aule per il catechismo e in generale per le attivita' di divulgazione del culto saranno esenti dalla Tari, la tassa sui rifiuti. Ma questo varra' solo per le religioni che hanno un rapporto istituzionale con lo Stato. L'Islam sarebbe dunque escluso. Il Comune corregge in corsa la modifica al regolamento sulla Tari che, come illustrato questa mattina in commissione dall'assessore al Bilancio, Gian Luca Brasini, prevedeva appunto nella prima versione, all'articolo 5, di estendere l'esenzione a tutte le aule di culto, anche a quelle dove si fa divulgazione, citando esplicitamente moschee, templi, e via dicendo. 

Cosi' facendo, si schiera contro l'opposizione, non si farebbero pagare le religioni che non hanno rapporti istituzionali con lo Stato e chiunque potrebbe decidere di professare un culto ed essere esentato dalla Tari. Da qui la proposta di Brasini da esplicitare tramite emendamento congiunto o proposto dalla giunta, di "definire puntualmente le religioni che possono godere dell'esenzione in base al rapporto con lo Stato".

Due le delibere all'esame questa mattina in commissione, approvate entrambe con 19 voti favorevoli e 12 contrari. La prima tratta le modifiche al regolamento: oltre a quella all'articolo 5, la "piu' sostanziale" e' all'articolo 18. Sono infatti necessarie, spiega l'assessore, "nuove agevolazioni" rispetto allo sconto del 6% per chi attua condotte virtuose in base all'obiettivo di incentivare la differenziata. Cosi' rimane lo sconto del 6% per chi scherma cassonetti e bidoni per il decoro della citta', al quale, in via sperimentale, hanno gia' aderito "molti" alberghi, bagni e ristoranti; riduzione del 15% per gli stabilimenti balneari con una superficie di oltre 25.000 metri quadrati, in modo da agevolare gli accorpamenti. 

Altre modifiche all'articolo 23 sulle modalita' di pagamento per la qualifica della banca dati e all'articolo 24 sulle scedenze delle rate: al 31 maggio, 30 settembre e 30 novembre. la seconda delibera riguarda invece le tariffe. Il costo e' stato fissato da Atersir in circa 41 milioni di euro, da ripartire su 82.000 utenze, di cui l'80% sono domestiche, che pagano un importo medio tra i 250 e i 300 euro, calcolato in base a superficie calpestabile e componenti della famiglia. per un appartamento di 100 metri quadrati con tre componenti la Tari ammonta a 279 euro all'anno e in regione solo Ravenna fa meglio. Le vicine Cesena e Forli' sono rispettivamente allo stesso livello e a 284 euro. Nell'ultimo triennio, prosegue l'assessore, la tariffa e' rimasta invariata. Per le utenze domestiche e' previsto anche un fondo per il disagio sociale da 150.000 euro; per quelle non domestiche agevolazioni per due milioni di euro, di cui 604.000 euro per chi e' attivo da 120 a 240 giorni all'anno e 668.000 per chi fino a 120 giorni. dopo avere reinternalizzato i costi amministrativi, si e' inoltre garantito a cittadini e imprese un risparmio di 1,2 milioni di euro.

"Siamo al 62% di differenziata, un grande risultato", rimarca Brasini, puntando poi il dito contro il problema dell'insoluto, che ammonta a circa sette milioni di euro: "C'e' un numero di imprese enorme che gestisce attivita' estive con un turn over spinto per non pagare nulla, un fenomeno odioso". In parte viene recuperato, ma quest'anno il fondo per i crediti di dubbia esigibilita' per la Tari arrivera' a 13 milioni di euro, con un accontonamento di circa tre milioni di euro. 

Da qui "l'aumento tariffario del 2,9%, piu' basso del preventivato, l'1,8% nell'ultimo trienno, possibile grazie alla potente azione di contrasto all'elusione ed evasione del tributo". Nel 2017 sono stati recuperati 4,2 milioni di euro di insoluto e 1,8 di vera e propria evasione. Gli indici per le diverse attivita', conclude, sono definiti per legge ma con l'Osservatorio si e' trovato un "equilibrio".

In merito all'esenzione dalla Tari delle aule per la divulgazione del culto, il centrosinistra chiede di estenderle anche agli altri spazi delle parrocchie che "hanno una valenza soiale importante", sostengono Michele Petrucci del Partito democratico e Kristian Gianfreda di Rimini Attiva. Matteo Zoccarato della Lega Nord sottolinea che nel 2017 il fondo per il disagio ha dato risposte a 240 posizioni su oltre 660 e fa emergere la questione dei culti "ammessi" dallo Stato. Subito spalleggiato da Gioenzo Renzi di Fratelli d'Italia: "Le moschee non hanno nessun rapporto isituzionale con lo Stato, sono aperte come circoli culturali e bypassano le norme urbanistiche. e ci sono persone che vi dimorano". Insomma "non sono luoghi di culto". Serve "meritevolezza del culto" concorda Carlo Rufo Spina di Forza Italia. Altrimenti "potrei divulgare il culto di Zoroastro nel mio studio e chiedere l'esenzione, e' una regola schifosa e indegna".

Gli esponenti del centrodestra ricordano poi l'aumento della Tari dell'8,1% nel 2015 e criticano gli indici: sono "iniqui", attacca il forzista, spropositati per studi di professionisti, banche, "serve maggiore equita'". Se si estende l'esenzione alle moschee e' "il fallimento totale", per il collega Nicola Marcello, certo che "paghiamo tanto perche' Hera, ufficio di collocamento dei politici del Pd, perche' prende proventi a monte". Infine in generale contro l'esenzione dei luoghi di culto Filippo Zilli di Obiettivo civico. 

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits webit.it