Sabato 22 Settembre 2018

Territorio. Hera: previsti circa 80 milioni di euro di investimenti nel riminese

Venerdì 13 Aprile 2018 - Riccione, Rimini
Hera conferma imponenti investimenti nel territorio riminese

Presentato il Piano industriale della multiutility, che comprende i 19,5 milioni già investiti nel 2017 e i 15,2 milioni previsti per l’anno in corso

Il Piano industriale al 2021 di Hera conferma l’attenzione per il territorio, a cui vengono destinati importanti investimenti (circa 80 milioni nell’area di Rimini), e un percorso di crescita, elaborato nel rispetto degli equilibri finanziari, per continuare a creare valore per i portatori d’interesse e al contempo garantire flessibilità finanziaria per nuovi sviluppi.



Impegni testimoniati anche da un utile per azione in crescita nel quinquennio di circa il 5% medio annuo fino al 2021 e da una politica dei dividendi migliorativa rispetto al passato e alle previsioni del precedente documento strategico. Il dividendo raggiungerà i 9,5 centesimi per azione già a partire dalla competenza 2017 per salire a 10,0 centesimi nel 2018 e 2019 e arrivare fino ai 10,5 centesimi degli anni 2020 e 2021 (+17% rispetto all’ultimo pagamento del dividendo).

Nei quindici anni dalla nascita del Gruppo Hera la multiutility ha investito circa 5,5 miliardi di euro nei territori serviti, di questi circa 330 milioni sono stati destinati al riminese. Il Piano industriale per il periodo 2017-2021 prevede investimenti per quasi 2,9 miliardi di euro, in aumento di circa 400 milioni rispetto al precedente. Nel territorio riminese gli investimenti diretti al 2021 saranno di circa 80 milioni, comprensivi dei 19,5 milioni sostenuti nel 2017; circa 15,2 milioni quelli già pianificati per l’anno in corso. La quota 2017-2021 sarà così ripartita: 67 milioni per l’idrico (reti, fognature, depurazione) e 12,7 milioni nel settore ambiente.

Alcuni degli interventi più rilevanti nell’area riminese riguardano il settore idrico e l’ambiente. A cominciare dal Piano di Salvaguardia della Balneazione, la più grande opera di risanamento idrico attualmente in corso in Italia. Un progetto del valore complessivo di 154 milioni di euro, a cui il Gruppo Hera sta contribuendo con una quota di 43 milioni (le altre risorse provengono da Comune di Rimini, Romagna Acque e Amir), che si compone di undici interventi strutturali - dieci dei quali risultano completati o in corso di realizzazione - finalizzati a eliminare gli attuali scarichi a mare, permettendo così di annullare definitivamente i divieti di balneazione per uno straordinario risultato in termini di tutela della vocazione turistico-balneare della città (si calcola un impatto diretto sulle attività di circa 1,5 milioni di euro l’anno).

Per quanto riguarda lo stanziamento inserito a Piano, invece, è di 10 milioni l’investimento previsto che consentirà nello specifico di separare le reti fognarie di Rimini Nord. Un altro step di estrema importanza, in quanto permetterà di allacciare gli scarichi domestici delle acque reflue alle nuove condotte di acque nere già realizzate o in corso di realizzazione. Tra le altre opere a Piano, sempre per l’idrico, è in programma la realizzazione di una vasca di laminazione al servizio del depuratore di Riccione che, attraverso un investimento di 1,9 milioni, permetterà di migliorare la capacità di trattamento dell’impianto per rispondere in maniera sempre più efficace alle fluttuazioni di carico del periodo estivo.

Nel settore ambiente, infine, saranno realizzate cinque nuove isole ecologiche interrate nel centro storico di Rimini con un investimento di 3,8 milioni di euro. L’impegno del Gruppo Hera, oltre a produrre evidenti benefici sul piano dei servizi offerti alla cittadinanza (si pensi ai tempi di attesa più che dimezzati agli sportelli, oggi attorno agli 11 minuti medi, o ancora all’incremento della raccolta differenziata passata dal 24,6% del 2003 all’attuale 60,7%), ha determinato solo nel 2017 una produzione di valore di 103 milioni per i portatori d’interesse del territorio (+27,6% dal 2006) tra fornitori locali, Pubblica Amministrazione, azionisti e lavoratori, che sono circa 600 nel riminese. Quasi il 50% di queste ricadute economiche, per un ammontare di 49 milioni, è stato destinato all’indotto garantendo in questo modo circa 400 occupati.

 

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