Martedì 11 Dicembre 2018

Volontariato. 500 persone hanno partecipato alla XXXI Giornata dei Volontari dello IOR

Lunedì 11 Giugno 2018 - Bellaria - Valmarecchia
Dino Amadori e Giovanni Martinelli

Alle 9.30 di sabato 9 giugno, il Palacongressi di Bellaria ha aperto le porte alle cinquecento persone che sono giunte da Imola a Cattolica per partecipare alla XXXI Giornata dei Volontari dello IOR: l'appuntamento con cui, l'Istituto Oncologico Romagnolo, celebra quello che è dal 1979 il vero motore delle sue attività.


Il Prof. Dino Amadori, Presidente IOR e Direttore Scientifico Emerito IRST IRCCS, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito XXXI Giornata dei Volontari: "Il tessuto sociale della Romagna ha nello IOR un fermento difficile da trovare in altre sedi, e di questo siamo molto orgogliosi. In questi quasi 40 anni abbiamo portato ad un arricchimento culturale per i cittadini del territorio con pochi eguali: rappresenta quindi un patrimonio unico del nostro paese, che credo sarà foriero di ulteriori progressi. L'obiettivo in questo senso è quello di proseguire ulteriormente nella realizzazione della rete oncologica della Romagna: noi siamo grandi fautori di quella che dev'essere la creazione del Comprehensive Cancer Care Network, un network onnicomprensivo che si occupi di terapia e ricerca scientifica, governata dall'IRST di Meldola e dall'Azienda. Tuttavia, per fare ciò, serve abbattere i vari campanilismi che ci limitano, per poter offrire al paziente della Romagna il massimo livello di cura. Il problema cancro non è risolto, anche se fortunatamente stiamo osservando grandi progressi. Ma non sarà solo la cura del tumore a sconfiggere questa malattia: sarà la cura della società, dell'ambiente, delle nostre abitudini, oltre ad una maggior attenzione all'intervento palliativo fino alle ultime fasi di vita. Per poterlo fare dobbiamo essere tutti uniti, evitare le discrepanze e i contrasti. Sono convinto che se lavoreremo con serenità di spirito, onestà intellettuale e volontà di fare del bene col sorriso, ce la faremo."

Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini e Presidente della Provincia di Rimini, anch'egli intervenuto sul palco del Palacongressi di Bellaria, ha affermato che: "L'Istituto Oncologico Romagnolo è un caldo abbraccio: il lavoro svolto negli anni da questa organizzazione è enorme, cosa che testimonia come esiste un'Italia per bene, che fa, che eccelle. Questo ringraziamento non è solo mio ma so di farmi portavoce di tutte le Amministrazioni della nostra terra. Siamo in un'epoca di cambiamenti, e il cambiamento o lo si interpreta o lo si subisce, nella politica come nella sanità. Interpretare il cambiamento è complicato: significa mettere in discussione abitudini, percorsi, profili professionali. Tuttavia il percorso che abbiamo iniziato per la creazione dell'Area Vasta va verso quella direzione. Mi viene in mente il servizio d'accompagnamento dello IOR, in cui l'autista volontario non è un semplice tassista, ma condivide col paziente un pezzo di strada verso il suo percorso di cura. L'Area Vasta deve prendere ispirazione da questo servizio, creando una rete oncologica forte, robusta, che metta al centro la persona".

Questo il punto di vista del Prof. Stefano Zamagni, economista: "Il volontariato oggigiorno è sotto attacco da un duplice fronte: quello neoliberista, pensiero che si fonda sull'individualismo e che ritiene sia sufficiente la semplice filantropia; e il neostatalismo, secondo cui è l'ente pubblico per eccellenza, lo stato, che deve occuparsi del cittadino, dalla culla alla bara. Sono due visioni opposte ma altrettanto limitate. Occorre non confondere il dono con la donazione: la donazione presuppone un oggetto, il dono rappresenta invece una relazione interpersonale. Questo è vero in generale, ma soprattutto se applicato alla sanità. Non dobbiamo mai confondere infatti nemmeno il dolore e la sofferenza: il dolore è uno stato fisico, che può essere lenito tramite la somministrazione di medicine; la sofferenza presuppone invece sentirsi abbandonati a causa di quella condizione. Il volontariato interviene proprio su questo secondo aspetto, perciò rimane essenziale e lo sarà sempre di più. La relazione che crea col paziente si fonda sul principio di reciprocità, che significa dare senza prendere e prendere senza togliere. Il volontariato quindi non è semplice supporto laddove ci siano carenze a causa di vincoli di bilancio: questa è una concezione opportunistica pericolosa. Il principio di reciprocità è fondamentale per la costruzione del capitale sociale, che si fonda su rapporti di fiducia: una parola che deriva dal latino fides, che significa corda. La corda crea legami: e se nel territorio si crea fiducia, anche lo sviluppo economico registra successi. Per questo motivo l'opera dello IOR in Romagna è tanto fondamentale".

Il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST IRCCS, intervenuto alla XXXI Giornata dei Volontari dello IOR, ha espresso il suo grande attaccamento ai medici, ai ricercatori e ai volontari: "La prima cosa che faccio quando entro in Istituto è salutare i volontari dello IOR: quindi sono molto felice di poter stringere la mano a tutti voi. Quando un malato entra ha paura, è preoccupato: venire accolti, per prima cosa, da due persone che li accompagnano per mano nel suo processo di cura è fondamentale. Voi siete l'immagine dell'Istituto e di come dovrebbe essere l'Istituto, e di questo vi ringrazio. Insieme ai nostri medici e ricercatori possiamo portare avanti la missione che ha citato il prof. Amadori: curare i nostri pazienti col sorriso. Ringrazio l'Istituto Oncologico Romagnolo soprattutto per l'attività di prevenzione che porta avanti: fare prevenzione è molto difficile in Italia, le risorse sono poche, quindi i progetti promossi dallo IOR sono preziosi per l'individuazione precoce della malattia e soprattutto per correggere quelle cattive abitudini che possono predisporre una persona alla neoplasia. In questi giorni ero all'ASCO di Chicago, e ho avuto il privilegio e la fortuna di vedere il meglio di quella che è l'oncologia mondiale: c'è grande fermento, e come Direttore Scientifico dell'IRST sono molto contento di poterne fare parte e contribuire alle nuove frontiere della terapia".

La Dott.ssa Roberta Pericoli, Responsabile Oncoematologia Pediatrica presso l'Ospedale Infermi di Rimini, ha spezzato una lancia a favore dello IOR: "Le cose vanno bene: le cure che riusciamo ad erogare a Rimini sono al pari delle migliori d'Europa, grazie anche al grande supporto di associazioni di volontariato che non ci abbandonano mai, come l'Istituto Oncologico Romagnolo. Questo si ripercuote anche sulla speranza di guarigione dei nostri pazienti, che fortunatamente riescono quasi sempre a sconfiggere la malattia. Nell'ultimo anno abbiamo avuto 201 ricoveri, 1480 giorni di degenza, 1755 accessi in Day Hospital e siamo stati in grado di somministrare 329 trasfusioni e 1.310 farmaci chemioterapici su 38 pazienti. I numeri possono sembrare piccoli, perché comunque i tumori infantili rimangono rari: tuttavia questo tipo di paziente richiede maggior tempo ed attenzione rispetto all'adulto, quindi penso che rendano bene l'idea di quanto il nostro reparto sia cresciuto. Assieme allo IOR e agli amici della Nove Colli, di Panorama Basket e del Centro Cinofilo Dog Galaxy abbiamo realizzato tante cose meravigliose nell'ultimo periodo: come la pet therapy, che permette di rilassare i nostri bimbi durante la somministrazione di trattamenti dolorosi; le borse di studio per ragazzi colpiti da leucemia, affinché dispongano delle stesse opportunità dei loro coetanei; e acquisteremo uno strumento fondamentale, un ecodoppler per venipuntura, che renderà più facile effettuare trasfusioni fondamentali. Per questo siamo davvero grati allo IOR, un'organizzazione che ci ha sempre dimostrato grande vicinanza, in particolare ai suoi volontari".

Infine, l'Ing. Gianfranco Magnani, Presidente Onorario Rosetti Marino Spa e vincitore dell'Annual IOR Award 2018, ha confermato con convinzione il supporto fornito allo IOR: "Siamo molto convinti dell'aiuto che diamo allo IOR dal 1992, perché un domani l'attività che porta avanti può servire anche a noi e alle famiglie dei nostri dipendenti. L'unica persona deceduta nella mia famiglia a causa di una neoplasia è mio padre, però la sensibilità che questa patologia fosse un grave problema per la collettività, a causa della sua diffusione e dell'apparente mancanza di una soluzione, era molto sentita. Da allora lo sviluppo dell'oncologia della Romagna, grazie soprattutto proprio allo IOR, è stata tale che le nostre strutture sono divenute all'avanguardia a livello nazionale ed internazionale. Quindi il ritorno che ha avuto il territorio da queste attività è innegabile, e siamo riusciti a veicolare questo messaggio anche ai nostri dipendenti, che spesso sostengono questa organizzazione anche a livello individuale, e ai nostri fornitori, che invece delle strenne natalizie effettuano donazioni all'Istituto Oncologico Romagnolo. Ho la certezza, per l'omogeneità culturale che c'è nei nostri vertici aziendali, che questo supporto continuerà ancora a lungo".

 

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