Giovedì 21 Marzo 2019

L'europarlamentare Cécile Kyenge in visita al Centro di Accoglienza Straordinario (CAS)

Giovedì 7 Marzo 2019 - Rimini
Incontro con Cécile Kyenge

Cécile Kyenge ha colto l'occasione di una visita alle strutture riminesi che si occupao del sociale, su invito della vicesindaco Gloria Lisi, per incontrare i giovani richiedenti asilo ospiti del Cas, colpiti lo scorso anno da una bomba carta esplosa sulla soglia della loro residenza e da due bottiglie incendiarie (non esplose).

L’appello dei richiedenti asilo al Governo per «prendersi carico dei nostri problemi». Ad accogliere la prima donna ministro “nera”, come lei stessa ama definirsi, della Repubblica Italiana, i giovani ospiti provenienti da Mali, Nigeria, Guinea, Senegal, Ghana, alcuni educatori del settore Migranti, la responsabile Monica Ciavatta e il presidente della Cooperativa sociale Cento Fiori, Cristian Tamagnini.

L’ex ministro ha voluto conoscere le nazionalità degli ospiti intrattenendosi sulla situazione dei singoli paesi, con i quali ha avuto, come vicepresidente della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica African, Caribbean, and Pacific Group of States (ACP) – Unione Europea, numerosi scambi e visite. Uno degli ospiti le ha rivolto l’appello di chiedere al governo italiano “di prendersi carico dei nostri problemi, dalla lunga attesa per i documenti per il nostro status di richiedenti asilo, all’esigenza di avere una vita anche al di fuori di questa struttura”. Nell’accogliere la richiesta, Cécile Kyenge ha detto che «se voi vi trovate qui è anche perché ci sono dei problemi nei vostri stati e quindi non solo cercherò di parlare con i leader italiani ma anche con i leader dei vostri paesi, portando il vostro messaggio”.

Alcuni ospiti che seguono un corso di canto popolare «come occasione sia per imparare l’italiano sia per approfondire la cultura italiana e i temi del lavoro», come ha spiegato l’ideatrice del corso Laura Casadei del collettivo Pinkabbestia, hanno improvvisato la versione delle mondine Emiliane di Bella Ciao. Il motivo popolare, infatti, veniva cantato con parole adattate dalle varie culture popolari alle diverse situazioni.

 

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