Giovedì 21 Marzo 2019

Fisco. Il Comune di Rimini vara misure "anti-furbetti" sui tributi locali

Martedì 12 Marzo 2019 - Rimini
Gian Luca Brasini, assessore al Bilancio del Comune di Rimini

Per le strutture ricettive non in regola col pagamento niente incentivi, esclusione dagli appalti e diniego o revoca delle autorizzazioni all'occupazione del suolo pubblico. In due anni recuperati 10 milioni evasi

Niente incentivi, esclusione dagli appalti e diniego o revoca delle autorizzazioni all'occupazione del suolo pubblico a chi non e' in regola col pagamento dei tributi. Con un occhio di riguardo per la Tari, l'imposta sui rifiuti. Giro di vite anti "furbetti" da parte dell'amministrazione comunale di Rimini con tre delibere e l'obiettivo di "fronteggiare le situazioni di conclamata e perdurante evasione dei tributi locali". Sotto la lente d'ingrandimento, in particolare, le strutture ricettive: un terzo del totale e' infatti in "illegalita' volontaria".

In primo luogo, spiega questa mattina in commissione l'assessore al Bilancio Gian Luca Brasini, si va modificare il regolamento della Tari. A chi non e' in regola saranno revocate le agevolazioni concesse, che vanno dal 6% a 45%, per la schermatura dei cassonetti (in 400 l'hanno montata nel 2018 e altri 200 quest'anno) per i grandi comparti come la Fiera o gli iper per chi opera sistemi di compostaggio.
La seconda delibera prevede il mancato rilascio della concessione dell'area di suolo pubblico occupata per chi non e' a posto con la Tari. La terza la regolarita' con i pagamenti dei tributi locali e nessuna grave azione accertata per gli operatori che partecipano agli appalti dell'Ammnistrazione. C'e' anche un incentivo per il personale del settore Entrate: ai dipendendti verra' distribuito il 5% del maggior gettito incassato.

Per tutte e tre le delibere la minoranza opta per l'astensione, ma non mancano le critiche. Carlo Rufo Spina di Forza Italia trova irragionevole lo sconto sulla Tari fino al 45% per i grandi comparti, mentre il vicino di banco Nicola Marcello chiede conto degli incassi dal canone dei passi carrai, oltre 1,5 milioni di euro rispetto agli 1,4 preventivati, chiedendo che la lunghezza massima sia portata da 14 a cinque metri. 

Gioenzo Renzi di Fratelli d'Italia sul fronte Tari chiede di seguire l'esempio di Riccione. Per i passi carrai, invece, invita a riflettere sulla disparita' tra centro storico e forndi rurali, dove si paga solo quello con accesso all'abitazione. Particolarmente critico Mario Erbetta del Gruppo misto: da un lato segnala che l'evasione Tari ammonta a "sette-otto milioni di euro e se va bene ne recuperiamo la meta', il resto lo pagano i cittadini"; dall'altro punta il dito contro data base "farlocchi, l'assessore all'Informatizzazione, la donna invisibile, che fa?". Gennaro Mauro del Movimento per la sovranita' mette invece nel mirino le grandi strutture che sulla Tari hanno "meno differenziata e hanno forti agevolazioni", e chiede "maggiore equita'". Senza dimenticare che "il 30% degli alberghi la evadono".

L'amministrazione, replica la dirigente Ivana Manducchi, ha fatto molto sul fronte del pagamento delle bollette e dell'emersione delle utenze sconosciute: tra 2017 e 2018 gli accertamenti ammontano a 17 milioni di cui sette gia' incassati; sul fronte evasione sono partiti accertamenti per otto milioni di cui 2,8 recuperati e con la riscossione coattiva gli accertamenti sono stati di 3,7 milioni di cui mezzo incassato. Dunque, in due anni, sono stati recuperati 10 milioni di euro.

 

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