Riuso del Moderno: penultima giornata a Rimini per l’evento dell’Ordine degli Architetti 

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Penultima giornata oggi 30 novembre al Museo Luigi Tonini di Rimini, per l’evento Riuso del Moderno che da giorni, a cura dell’Ordine degli Architetti di Rimini, calamita l’attenzione sulla necessità di riflettere e agire per recuperare a nuove funzioni gli immobili lasciati troppo spesso a deperire con spreco di opportunità e di architettura.

L’ARCHITETTURA MODERNA RUOTERA’ IN FUTURO INTORNO AL CONCEPT ‘SECOND LIFE’

Nel pomeriggio, alle 15.00 sempre alla Sala del Giudizio, il convegno Ciam 2019: eredità, prospettive, programmi. Interverrà Gianpaolo Gritti, Presidente dell’Ordine Architetti PPC di Bergamo. Di recente la città orobica ha ospitato il CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna), a 70 anni dalla prima edizione. Il presidente dell’Ordine lombardo riporterà le riflessioni che hanno caratterizzato quell’appuntamento prestigioso, a proposito dell’interrogativo su come potrà evolversi la professione dell’architetto e quale sarà il suo portato culturale e disciplinare. I prossimi anni ruoteranno intorno al concept “Second Life”, già diffusamente esplorato dall’evento in corso a Rimini, e continuerà a indagare il riuso e la rigenerazione dell’architettura e dei luoghi urbani.

LEZIONE DI MARIO ABIS: L’ARCHITETTO E’ REGISTA DELLO SVILUPPO

Alle 17.00 la giornata si chiuderà (Sala del Giudizio) con l’atteso intervento di Mario Abis, Professore di Statistica e ricerche di mercato, Ricerche Psicosociali, Strategie degli eventi culturali allo IULM di Milano. L’incontro ha per titolo Cultura e territori e progettazione nella società della convergenza.

“Quasi l’80% dell’opinione pubblica – ha dichiarato Mario Abis – ritiene importante l’architetto per lo sviluppo economico del paese, una figura cruciale. Per sviluppare questa responsabilità è necessario che sappia mettere insieme la complessità del reale in cui viviamo, delle conoscenze tecniche proprie e degli altri apporti disciplinari. L’architetto non deve offrire solo competenze tecniche, ma anche grandi capacità di coordinamento delle conoscenze e di produzione di sintesi di più aspetti a partire dalle visioni prodotte da culture differenziate. Deve sintetizzare la complessità per essere “regista dello sviluppo”.

Quindi, se il progettista è credibile in quanto capace di gestire la complessità, è anche garante della fattibilità del progetto. Tutto ciò nella società della convergenza, che vede la ristrutturazione di sistemi di relazione, di forme di partecipazione politica e sociale, di modelli di consumo, di modelli di business, di formazione della stessa coscienza politica.

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