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Le Rubriche di RiminiNotizie - Romagna Mondo

ROMAGNA E ROMAGNOLI NEL MONDO / 12 / Le due Rimini americane, il villaggio sull’acqua nel South Carolina e quello fantasma in Montana

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In precedenti numeri di questa rubrica abbiamo visto le numerose località chiamate “Ravenna” che esistono negli Stati Uniti d’America. Ora ci occupiamo delle due “Rimini” presenti nello stessa realtà.

La prima “Rimini” si trova nello stato del South Carolina (nella zona sud-orientale degli USA), e precisamente nella contea di Clarendon, che vanta uno dei più grandi bacini idrici artificiali del Paese, il Lago Marion, completato negli anni Quaranta del Novecento come progetto per il New Deal finalizzato alla produzione di energia elettrica al servizio delle aree rurali. Quel bacino e le attività dell’indotto che vi sono sorte intorno hanno determinato un certo sviluppo economico della località, mai invasivo, tanto che ancora oggi l’area si presenta di forte interesse naturalistico e turistico. Vi sono presenti belle zone umide e un tratto di foresta allagata che ricordano simili realtà nostrane dell’area del Parco del Delta del Po. Il più pittoresco e noto di questi luoghi umidi è conosciuto come Elliot Millpond, dal nome della famiglia Elliot, gli storici (e ancora presenti) proprietari di terreni e attività in zona. Questa famiglia possedeva anche una segheria, che fu chiusa nel 1945, quando una parte della proprietà terriera fu destinata a rientrare fra quelle in cui sorse il bacino idrico.

La zona in cui c’è ancora l’Elliot Millpond, della Elliot’s Landing and Campground (in cui si vendono esche e si noleggiano attrezzature e barche, perché qui si pratica pesca di svago), chiamata Halfway Swamp, è nota anche perché fu teatro di un episodio della rivoluzione e della Guerra d’Indipendenza americane: qui infatti il generale Francis Marion e la sua brigata si nascosero per tendere un’imboscata alle truppe britanniche dirette a Camden.

Rimini Usa
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Aspetti naturalistici della zona di Rimini, South Carolina

Prima delle restrizioni dovute a leggi di salvaguardia della fauna, l’area chiamata “Rimini” (che non ha un vero e proprio centro abitato, ma è un insediamento sparso) era anche fra le preferite dai cacciatori di anatre, numerosissime in queste zone. Ne offre un ricordo John Cely in un articolo intitolato Rimini, Mallard Capital of South Carolina comparso il 31 luglio 2009 sul settimanale «Colombia Star» (mallard significa germano reale); lo traduciamo e ne pubblichiamo brani, con qualche intervento di sintesi: «Menziona la piccola comunità di Rimini, situata nella contea di Clarendon, all’angolo sud-orientale del bacino Cowasee, ai vecchi cacciatori di anatre, ed è probabile che vedrai un sorriso seguito da molte storie, per lo più abbellite e alcune del tutto false. Vedete, per un periodo di 30 anni, dalla metà degli anno ’50 alla metà degli anni’80, il bacino Cowasee è stata la capitale del germano reale del South Carolina, e Rimini ne è stata il centro» (il menzionato bacino Cowasee, splendida zona naturalistica, copre oltre 315.000 acri della zona centrale dello stato e comprende i fiumi Congaree, Wateree e Santee superiore; il Congaree National Park, che si estende per 24.000 acri, è il cuore del bacino e ospita la più grande foresta di latifoglie degli Stati Uniti orientali).

Troviamo poi nell’articolo di John Cely: «Rimini ha visto la sua nascita, come tante comunità agricole di questo stato, durante il periodo di massimo splendore della ferrovia, alla fine dell’Ottocento. Accanto a una economia basata su muli e cotone, piccole attività e comunità legate alla ferrovia sorsero in tutto il South Carolina».

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Secondo uno storico locale, Charles Broadwell, l’attuale Rimini un tempo si chiamava Yorkville. Il nome mutò in “Rimini” grazie alla volontà di operai italiani (fra cui dovevano evidentemente esserci dei romagnoli), qui impegnati alla costruzione della ferrovia e dei suoi annessi. La strada principale della località risale a prima della fondazione dello stato, quando segnava un tracciato dei nativi; durante la Rivoluzione, fu collegamento strategico tra Charleston e Camden sia per gli insorti che per le truppe britanniche.

L’altra “Rimini” presente negli States sta dalla parte opposta del grande Paese, nel nord-ovest, e precisamente nel Montana (dove, come abbiamo visto nel n. 10 di questa rubrica, esiste anche una “Ravenna”), a 12 miglia dalla città di Helena. La località, sita nella contea di Lewis and Clark, oggi conta solo 35 abitanti, che risiedono nelle poche case di recente costruzione, mentre il resto del villaggio è una Ghost Town, una “città fantasma” perché a suo tempo abbandonata, tanto da sembrare, adesso, il suggestivo scenario di un film western. Siamo alle pendici della Red Mountain, che fu fra i centri della ottocentesca corsa ai metalli preziosi nascosti nelle viscere della terra (in questo solo distretto operarono anche 100 miniere contemporaneamente). Esauriti o impoveriti i preziosi filoni, la zona perse importanza e gli insediamenti si svuotarono, a volte completamente, come più o meno è accaduto qui.

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Rimini, Montana: immagini della “città fantasma”

Il villaggio di cui ci stiamo occupando, sorto nel 1864, è stato conosciuto con diversi nomi (Lewis and Clark, Tenmile, Vaughn, Colorado, Baer Gulch, Lee Mountain, Young Ireland, ecc.), e si sviluppò soprattutto a partire dal 1885, quando fu servito da una linea ferroviaria. Nel 1890 contava circa 300 abitanti e annoverava la presenza di saloon, alberghi, negozi, una scuola, un ambulatorio medico, una segheria. L’anno successivo, il distretto produceva e spediva circa 400 tonnellate di minerale alla settimana.

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La main street di Rimini, Montana, nel 1924

Il declino cominciò dal 1893, quando l’abrogazione dello Sherman Silver Purchase Act causò un crollo del prezzo dell’argento e la chiusura di diverse miniere: nel 1898 ne era rimasta solo una. La cittadina si rianimò temporaneamente all’inizio del Novecento, quando venne realizzata una fonderia a East Helena; ma fu cosa di breve durata, e nel 1920 a Rimini rimanevano solo 20 residenti. Oggi il villaggio (che ha, come già detto, 35 abitanti) si anima un po’ solo nella stagione turistica. I vecchi edifici della “città fantasma” sono stati in parte lasciati com’erano, in parte restaurati, e offrono uno scenario davvero pittoresco.

Perché a questa località, a un certo punto della sua storia, venne attribuito il nome “Rimini”? Esistono, come risposta, due versioni piuttosto simili, che qualche anno fa furono esposte tra gli altri da Samuele Zerbini in un articolo (Rimini, Montana) comparso l’11 giugno del 2019 sull’organo di informazione on-line «Chiamamicittà». La prima, esposta da qualche sito internet statunitense, racconta che una delegazione di questa cittadina mineraria, nel 1893, in attesa di incontrare a Helena il governatore del Montana, Crosby, assistette allo spettacolo teatrale Francesca da Rimini, un’opera originale del nascente teatro americano firmata da George Henry Boker. I minatori membri della delegazione ne furono conquistati, tanto da voler chiamare “Rimini” la cittadina che nasceva ufficialmente perché il governatore accettò di dotarla di un ufficio postale.

La seconda versione racconta che la delegazione incontrò Crosby proprio durante lo spettacolo; il governatore fece notare che gli uffici postali devono avere il nome formato di una parola sola, quindi non andavano bene né Lewis and Clark, né Young Ireland né altri, e suggerì, perché entusiasta dello spettacolo che stavano seguendo, il nome “Rimini”. Questa seconda versione trova riscontro in un libro: R. Aarstad, E. Arguimbaum, E. Baumer, C.L. Porsild, B. Shovers, Montana Place Names, Montana Historical Society Press, Helena 2009.

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Scorci di Rimini, Montana

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