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Ausl Romagna replica al sindacato infermieri NU: “Parlare di sanità che non regge è giudizio non supportato da dati. Rassicuriamo la popolazione”

“Apprendiamo da varie testate giornalistiche della missiva (a noi non pervenuta), a firma del presidente del sindacato infermieri e operatori sanitari “Nursing Up Romagna- Imola”, secondo il quale “il sistema sanitario romagnolo non reggerà alla quarta ondata pandemica” replica il Direttore sanitario AUSL Romagna Mattia Altini alla missiva del presidente del Sindacato Nursing Up Romagna.

“Non sono a conoscenza di quale sia la documentazione a cui il presidente fa riferimento ma, dalla dalla lettura puntuale della mia nota sul piano Covid Ausl Romagna, inviata il 20 dicembre ai direttori dei servizi sanitari, si afferma  che, contrariamente a quanto scritto dal sindacalista, per quanto concerne l’attività non Covid programmata la Direzione mediche di presidio potranno attivare, in base alla situazione epidemiologica,  una rimodulazione delle attività privilegiando, per priorità, quelle che “subiranno il minor impatto di salute in termini di rischio a causa del ritardo e comunque limitatamente alle risorse da rendere disponibili a supporto delle attività COVID”. Attualmente, l’attuazione del piano aziendale Covid AUSL sta garantendo i servizi e l’assistenza Covid e non Covid a tutti gli utenti, con riduzioni limitate ad attività chirurgica ed ambulatoriale, compatibilmente con l’aumento dei contagi nel territorio di riferimento” avanza Altini.

“Certamente stiamo vivendo un significativo aumento di casi, ed è noto che in situazioni di emergenza nell’ambito del tracciamento “chi cerca trova”, ma la situazione romagnola non appare peggiore di quella nazionale e regionale. Certamente l’incidenza attuale è  superiore a quella delle ondate precedenti, in Romagna come altrove, e  questo dipende, fra le altre cose, anche dalla tempestività del tracciamento, ed esaustività della comunicazione dei dati al ministero. Ma va detto anche che, nonostante il numero elevato di casi, la quantità di ricoveri negli ospedali romagnoli è inferiore a gran  parte della regione” prosegue il Direttore sanitario AUSL Romagna.

“Ricordo che un anno fa, in questa stessa settimana e durante il lockdown, i ricoverati in Romagna erano 612, mentre oggi ne registriamo 400. La stessa riduzione dei numeri si può segnalare oggi nei reparti di subintensiva, e nei decessi  che un anno fa erano 134,mentre  oggi sono 35. Attualmente è più alto il numero dei positivi, ma vengono gestiti, nel 98% dei casi, a domicilio. Se guardiamo al piano assunzioni in Ausl Romagna, da febbraio a giugno 2020, prima di questa direzione, sono state acquisite in incremento circa 700 unità, e al 31/12/2021 rispetto al 2019 sono stati circa 1700 ovvero, rispetto al giugno 2020 sono aumentati di circa 1000 unità. Questo importante reclutamento è servito per sostenere il tracciamento e la campagna vaccinale. Ad oggi Abbiamo 695 dipendenti assenti perché positivi A sarsCovid 19, di cui 419 sono infermieri, 267 sospesi (di cui 143 infermieri, 1,9% del totale)” spiega Altini.

L’Azienda Usl, per sostenere lo sforzo e colmare le assenze, ha reclutato tutto il personale disponibile sul mercato del lavoro. Purtroppo, come rappresentato in più circostanze e rinvenibile nei documenti e nei dati sistematicamente resi pubblici da questa direzione, il mercato professionale italiano non rende possibile il reperimento per molte discipline mediche e professioni sanitarie. ed è  evidente come non si possa sostituire ciò che non è reperibile…
Si tratta comunque, va detto, di una situazione di criticità moderata, almeno fino a che il numero dei ricoveri rimarrà contenuto. Parlare di sanità che non regge pare un giudizio non supportato da dati oggettivi. Ritengo infatti stia Resistendo, se pur con oggettive difficoltà, anche difficilmente superabili per mancanza di risorse che vorremmo acquisire. Concludiamo ribadendo che il  momento è certamente complesso e richiede sicuramente la massima abnegazione da parte di operatori sanitari, che ringrazio,  e dell’attenzione dei cittadini a comportamenti corretti, ma siamo certi di poter rassicurare la popolazione sul fatto che il sistema sanitario pubblico della Romagna sia in grado di reggere l’ennesima ondata pandemica, anche grazie a validissimi professionisti, e che i toni di questa missiva appaiono allarmistici e non contestualizzati.” chiude il Direttore sanitario AUSL Romagna.

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