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Centri estivi ER: stanziati 6 milioni per abbattere le rette, per i disabili non serve l’Isee

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L’organizzazione dei centri estivi nel 2022 vede la conferma, in anticipo, di 6 milioni di euro per l’abbattimento delle rette. Lo ha detto Elly Schlein, vicepresidente ed assessora alle Politiche giovanili, presentando l’informativa in commissione Cultura e scuola, presieduta da Francesca Marchetti. La presidente ha sottolineato che “Le proposte emerse, anche bipartisan, sono un bel segnale”. Marchetti, sull’incremento del numero di certificazioni di disabilità, ha immaginato “che ci sia riflessione sul rapporto bambino-educatore”.

Schlein ha spiegato che “da qualche anno la Regione finanzia l’abbattimento delle rette, con risorse europee Fse, per migliorare i tempi vita-lavoro. Sono già stati approvati, all’inizio dell’anno, i nuovi fondi europei Fse e Fesr, ma manca la programmazione. Abbiamo trovato risorse residue di vecchi finanziamenti e siamo partiti avviando i bandi per i gestori e le famiglie. Oggi in Giunta andrà la delibera per i 6 milioni finalizzati all’abbattimento delle rette per i centri estivi”.

Cadono i protocolli per la pandemia e si torna allo schema del 2019: “Questo significa che siamo in condizione di far partire il lavoro, anche se con accortezze su igiene e sanificazione. L’organizzazione dei centri assomiglierà a quella della fase pre pandemica. Al tavolo di confronto 0-6 (Regione, Comuni, Asl, ufficio scolastico, federazione associazione disabili, ecc.) è emersa la voglia di ripartire” ha detto la vicepresidente.

La delibera contiene la conciliazione vita-lavoro, l’allargamento della fascia 3-13 anni, il contributo per l’abbattimento delle rette (con Isee uguale o inferiore a 28mila euro). Inoltre, l’Isee non servirà per i disabili: quindi potranno accedere dai 3 ai 18 anni, “una categoria che ha vissuto due anni ancora più difficili” Il contributo massimo sarà di 112euro a settimana e quello complessivo di 336euro per ogni bambino e bambina. I bandi resteranno aperti almeno per 21 giorni. Schlein ha fatto sapere che saranno “inseriti anche i bimbi ucraini, con l’augurio che possano passare l’estate con un minimo di socialità”.

Valentina Castaldini (Forza Italia) si è detta “contenta che arrivi la delibera. Bisogna tornare alla normalità e far arrivare le delibere a febbraio, come accadeva prima, per organizzare bene il lavoro con i gestori. Positiva, poi, è l’apertura alla disabilità. Ritengo maturo il tempo per affrontare il tema degli insegnanti di sostegno nelle scuole private”. La capogruppo di Fi giudica buono l’impegno dei 6 milioni ma mette in evidenza i residui: “Nel 2020 non sono stati usati 2,6 milioni e nel 2021 ne risultano 500mila. Questi sono fondi europei che tornano indietro: come verranno spesi? Se l’Isee si abbassa, i residui si spendano per le famiglie o gli enti gestori. Sull’accreditamento, segnalo che se una cooperativa organizzata ottiene la Scia (Segnalazione di inizio attività, ndr) in poco tempo, un’altra organizzazione, ad esempio una parrocchia, affronta un percorso più complesso. Semplificando le norme abbiamo sempre avuto offerta di altissima qualità”.

Secondo Francesca Maletti (Partito democratico) “oggi sono arrivate belle notizie. Il contributo per l’abbattimento delle rette non era scontato. Dal prossimo anno speriamo che la delibera arrivi a febbraio. Positivo poi che il bando resti aperto 21 giorni, sia per le famiglie sia per i gestori. Un plauso all’iniziativa per la disabilità. Ricordo che le risorse Fse hanno permesso, negli anni passati, al 75% delle famiglia di abbattere le rette. I 6 milioni non sono pochi. La Scia permette di avere più garanzie. Gli Enti locali, che si pongono come garanti, fanno un elenco di soggetti pubblici e privati, economici, parrocchie, terzo settore. La semplificazione quando è possibile ci deve essere”.

Schlein ha replicato che “dobbiamo chiedere lo sforzo ai gestori di coinvolgere gli educatori con una formazione specifica per i ragazzi con disabilità. Il Ministero dice che non è possibile lo stanziamento di 130 milioni, a livello nazionale (di cui 10 sarebbero andati alla alla Regione), ma ho sottolineato che l’inserimento di bimbi ucraini potrebbe portare a uno specifico stanziamento. La Regione sostiene i Comuni con le rette per le famiglie e riducendo i costi di gestione. Abbiamo già segnalato al ministero della Disabilità la carenza di insegnanti di sostegno. Sui soldi residui, è vero che nel 2020 c’è stato un uso non completo di 6 milioni (2,5 non utilizzati), ma l’anno scorso i 6 milioni sono stati utilizzati quasi tutti. Verificherò la quota di 500mila euro non usati e i problemi di rendicontazione”.

Servizi educativi infanzia e istruzione: dal governo 28 milioni l’anno

Ha avuto il parere favorevole la “Programmazione degli interventi per l’ampliamento, il consolidamento e la qualificazione del sistema integrato dei servizi educativi per l’infanzia per i bambini in età 0-3 anni e per lo sviluppo del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni. Indirizzi per il triennio 2022-2023-2024”. Una buona notizia, ha scandito la vicepresidente della Giunta, Elly Schlein, “è che il governo dal 2022, e per un quinquennio, ha aumentato lo stanziamento e all’Emilia-Romagna arriveranno 28 milioni di euro. Fino al 2020, ricevevamo 21 milioni che sono saliti a 24 l’anno successivo”.

L’iniziativa della Giunta è stata presentata, e votata, in commissione Cultura e scuola, presieduta da Francesca Marchetti. Schlein ha affermato che “pochi mesi fa abbiamo rinnovato le linee di indirizzo per il sistema 3-6 anni. Con i gestori pubblici e privati abbiamo rilevato che gli strumenti adottati erano funzionali e abbiamo deciso di dare continuità. Ritengo buona la risposta del governo”.

E’ stato, poi, illustrato il provvedimento che, è stato sottolineato, “ha consolidato in modo concreto la presenza dello Stato nel sostegno al sistema educativo 0-6 anni. La missione 4 del Pnrr ha già stanziato 3 miliardi”. Le azioni prioritarie sono: il consolidamento dei servizi supportando le spese di gestione, le politiche sanitarie per il contenimento delle rette (con i 18,2 milioni dal bilancio regionale), la qualificazione dei servizi con la formazione del personale e il coordinamento pedagogico, la promozione di azioni innovative (famiglie, servizi, ogni distretto può sostenere l’insegnamento della lingua inglese al nido). “E’ stata inoltre mantenuta la continuità al sostegno ed è stata potenziato nel caso ci siano disabili o bimbi provenienti da comuni montani, iniziative apprezzate dagli Enti locali”.

Il consigliere Andrea Costa (Partito democratico) ha giudicato “buone le notizie arrivate. L’evoluzione di questi servizi è conclamata e i risultati positivi sono stati testimoniati anche da alcune ricerche. Positivo, poi, il consolidamento e la continuità del sistema. Il rammarico è che non in tutta Italia si stia cogliendo questa occasione, come accade da noi dove le potenzialità sono state colte e si ampliano gli spazi dedicati a questi servizi”.

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