Boom di solidarietà per “La cena delle stelle”. 45mila euro a favore della ricerca dello IOR. Protagonisti gli chef Corelli, Santin, Faccani, Ricci e Sookar

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Il fatto che fosse sold-out lasciava presagire che la nuova edizione de “La Cena delle Stelle”, l’evento dell’Istituto Oncologico Romagnolo che unisce alta cucina e solidarietà, sarebbe stato un grande successo: d’altronde la presenza ai fornelli di 5 big con 9 stelle Michelin in totale come Igles Corelli, Maurizio Santin, Alberto Faccani, Antonella Ricci e Vinod Sookar era la migliore certezza, per chi ha deciso di partecipare, che si sarebbe trattato di un evento indimenticabile.

Spente le luci del bordo piscina denominato “Altromare” del “Ristorante Casa Spadoni”, location e partner dell’iniziativa, arriva anche la conferma data dai “freddi” numeri: al netto di qualche defezione dell’ultimo momento i partecipanti sono stati circa 240, per un incasso totale di 45.000 euro da destinare alla ricerca scientifica affinché porti al letto del paziente le terapie più efficaci e personalizzate. Un grande risultato reso possibile dai partner dell’evento, come Terre Cevico, Unigrà, Conad “La Filanda” Faenza e Bucci Industries oltre al già citato “Casa Spadoni”, ma soprattutto da quelli che erano i veri protagonisti della serata: i 5 chef, che si sono prestati a titolo gratuito proprio allo scopo di sostenere la lotta contro il cancro con il massimo contributo possibile.

Chi ha preso parte alla serata, più che gustarsi un menù stellato, ha potuto fare un percorso gastronomico alla scoperta di sapori unici: una vera e propria esperienza culinaria indimenticabile. Ad aprire le danze l’antipasto di Alberto Faccani: un soffice alle erbe, pistacchio e capperi, «un piatto fresco e salutare in ossequio anche alla mission dello IOR – per usare le parole dello stesso chef – inoltre il colore verde richiama da tradizione la speranza, in questo caso verso un futuro senza cancro. Io mi ritengo fortunato, sto bene di salute, ma è giusto pensare a chi non lo è: se posso dare una mano, lo faccio volentieri». La cena è continuata col primo curato dallo chef Igles Corelli, un amico della no-profit fondata dal prof. Dino Amadori di vecchia data. «Sono anni che collaboro con loro: la figura dello chef ultimamente ha guadagnato molta popolarità quindi mi sembra giusto “restituire” questa visibilità per una giusta causa e fare beneficenza a supporto di chi soffre». Il 5 stelle Michelin è poi entrato nello specifico del suo piatto: «Si tratta di un risotto fatto al momento con Asiago e verdure maturate, ovvero messe dentro ad una macchina particolare ad ultrasuoni che le fa diventare morbide, come se fossero cotte sebbene siano in realtà crude. Sopra abbiamo spolverato un garum di carne kobe stagionata per 40 giorni e polverizzato, con note di cioccolato. È stata una bella sfida: una proposta del genere per 240 persone non è facile da realizzare senza sbavature».

Il secondo è stato affidato a coloro che vengono definiti “i Romeo e Giulietta della cucina italiana”: Antonella Ricci e Vinod Sookar. «Abbiamo realizzato un filettino di vitello su battuto di melanzane affumicato al fornello, ristretto ai funghi e sfoglia verde ai taralli. Noi veniamo dalla Puglia ma abbiamo attraversato volentieri l’Italia per essere qui stasera: siamo contenti di partecipare a questi eventi di raccolta fondi perché ci sta a cuore la causa della ricerca e vogliamo fare la nostra parte affinché gli ospedali possano offrire cure sempre migliori». In chiusura il dolce del pastry chef Maurizio Santin, celeberrimo “Cuoco Nero” della cucina italiana. «È una monoporzione con una namelaka di cioccolato 60% e lamponi, guarnita con una crema chantilly alle fave tonka e salsa di lamponi. Credo sia bello che noi chef abbiamo collaborato come un’unica squadra per uno scopo comune come quello di far del bene alle persone che soffrono per una malattia oncologica: l’unico modo per farlo che conosciamo è proporre piatti di qualità in cambio di un sostegno convinto alla ricerca scientifica, che ne ha grande bisogno».

La serata è stata aperta dal saluto del Presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo, Luca Panzavolta. «Dopo due anni di grandi difficoltà sia da un punto di vista economico che sociale la gente ha confermato la grande voglia di tornare a stare insieme: farlo per una buona causa come il sostegno della ricerca scientifica rappresenta sicuramente un grande valore aggiunto. Abbiamo voluto replicare la fantastica serata di tre anni fa coinvolgendo lo chef Igles Corelli, protagonista anche nel 2019, e chiamando altri tre chef stellati per una grande esperienza di solidarietà e alta cucina. L’obiettivo è quello di fare ulteriori passi avanti nella personalizzazione delle terapie: sappiamo che la direzione da intraprendere per sconfiggere i tumori è questa, dunque dobbiamo sostenere la ricerca con sempre più forza per rendere il cancro una patologia sempre più curabile».

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