Emilia-Romagna, nuova legge sulla cultura: confronto conclusivo con enti e cinema, approvazione entro l’autunno
Dalla tutela della memoria alla spinta sull’innovazione, passando per il ruolo sociale della cultura: la Regione Emilia-Romagna accelera verso la nuova legge quadro, chiudendo il ciclo di incontri con operatori e istituzioni del settore.
A Bologna si è svolto infatti l’ultimo appuntamento del percorso partecipativo promosso dalla Regione, che ha visto l’assessora Gessica Allegni confrontarsi prima con gli enti culturali partecipati e poi con oltre 80 operatori del comparto cinema, tra produzione, festival, formazione ed esercenti.
Un passaggio conclusivo di un percorso avviato nei mesi scorsi che ha già coinvolto più di 600 realtà tra enti locali, associazioni, sindacati, musei, biblioteche, archivi e operatori dello spettacolo dal vivo. Un lavoro ampio che ora entra nella fase finale: fino al 22 maggio sarà possibile inviare osservazioni e contributi per la definizione del testo definitivo.
“Vogliamo costruire una legge realmente condivisa, scritta insieme ai territori – ha spiegato Allegni –. Non si tratta solo di semplificare le norme esistenti, ma di innovare le politiche culturali, riconoscendo la cultura come diritto fondamentale e infrastruttura democratica, oltre che leva di sviluppo economico e sociale”.
L’obiettivo dichiarato è arrivare all’approvazione entro l’autunno, con un impianto normativo capace di rappresentare l’intero ecosistema culturale regionale. Tra i punti cardine emergono il welfare culturale come strumento di benessere diffuso, la rigenerazione urbana attraverso progetti culturali e la nascita di centri polifunzionali, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni.
Grande attenzione anche al rafforzamento delle reti territoriali e a una visione integrata della filiera culturale, dalla produzione alla fruizione, superando le tradizionali divisioni tra settori. Non manca infine un focus sulla memoria storica, con uno sguardo ampliato che include anche il Risorgimento e le radici della coscienza democratica.
Sul fronte del cinema, uno dei temi centrali è stato il ruolo dei fondi regionali in una fase di incertezza a livello nazionale, con l’obiettivo di garantire continuità a un comparto che negli ultimi anni ha prodotto risultati significativi.
Con la chiusura del confronto diretto, la Regione si prepara ora a tradurre le indicazioni raccolte in un testo legislativo che punta a ridefinire il ruolo della cultura nelle politiche pubbliche dei prossimi anni.


