Scuole e caldo, dalla Regione il censimento dei plessi mentre il Pd chiede un piano nazionale per l’adattamento climatico
Un censimento degli edifici scolastici per capire dove intervenire contro il caldo e, parallelamente, la richiesta di un piano nazionale per adeguare le scuole alle nuove condizioni climatiche. In Emilia-Romagna il tema del comfort ambientale negli istituti entra nell’agenda politica regionale con due iniziative che puntano nella stessa direzione: conoscere le criticità del patrimonio scolastico e programmare interventi strutturali.
Da una parte la Regione ha avviato un monitoraggio a tappeto attraverso la piattaforma “Ares”, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui plessi scolastici: quali edifici dispongono di impianti di condizionamento, come sono organizzate le aree verdi e quali soluzioni temporanee sono state adottate per fronteggiare le ondate di calore.
Dall’altra, una risoluzione presentata dalla consigliera regionale del Partito democratico Ludovica Carla Ferrari, prima firmataria, impegna la Regione ad attivarsi nei confronti di Governo e Parlamento per l’istituzione di un piano nazionale di adattamento climatico e sicurezza dell’edilizia scolastica.
Il monitoraggio della Regione per individuare le priorità
Il censimento regionale è stato illustrato dalla sottosegretaria alla Presidenza della Giunta Manuela Rontini durante il question time in Assemblea legislativa, in risposta all’interrogazione del consigliere Vincenzo Paldino (Civici con de Pascale) sulle difficoltà registrate in numerosi istituti durante le giornate di caldo intenso.
“È partito un monitoraggio a tappeto tramite la piattaforma ‘Ares’ per mappare quali plessi hanno i condizionatori, come sono messe le aree verdi e quali soluzioni temporanee sono state adottate finora”, ha spiegato Rontini.
La raccolta dei dati servirà a costruire un quadro aggiornato della situazione degli edifici scolastici e a individuare le esigenze di intervento, mentre la Regione ha già chiesto al ministero dell’Istruzione di inserire il comfort ambientale e l’adattamento climatico tra le priorità della prossima programmazione triennale di edilizia scolastica 2026-2028.
Ferrari: “Il comfort climatico deve diventare un requisito essenziale”
Sul fronte della programmazione nazionale, la consigliera Ferrari sottolinea la necessità di un cambio di approccio nella gestione dell’edilizia scolastica.
“La scuola rappresenta uno dei principali presidi pubblici del Paese e coinvolge quotidianamente oltre 8 milioni tra bambine e bambini, studentesse e studenti, personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario”, afferma Ferrari, evidenziando che garantire il diritto allo studio e al lavoro significa anche assicurare condizioni ambientali compatibili con salute e sicurezza.
Secondo la consigliera, le alte temperature nelle aule incidono sulla concentrazione, sull’apprendimento e sulle prestazioni cognitive, aumentando anche il rischio di malori, con effetti particolarmente rilevanti per bambini più piccoli, persone con disabilità, studenti fragili e lavoratori maggiormente esposti.
Ferrari richiama inoltre i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito secondo cui soltanto il 7,42% degli edifici scolastici italiani dispone di impianti di climatizzazione o adeguati sistemi di ventilazione.
La proposta: interventi strutturali e monitoraggio nazionale
La risoluzione del Partito democratico chiede che il futuro piano nazionale preveda interventi per la climatizzazione e ventilazione degli edifici scolastici, la sostituzione degli infissi, il miglioramento dell’isolamento termico e misure per aumentare l’efficienza energetica.
Tra le richieste anche l’istituzione, d’intesa con Regioni ed enti locali, di un Programma nazionale di monitoraggio della vulnerabilità climatica del patrimonio scolastico italiano, per individuare le situazioni più critiche e programmare le risorse necessarie.
Il censimento avviato in Emilia-Romagna attraverso Ares si inserisce quindi in un percorso di ricognizione del patrimonio scolastico, con l’obiettivo di fornire dati utili per definire le priorità e affrontare un fenomeno che, secondo la Regione e i promotori della risoluzione, non può più essere considerato episodico.


