Dal Mit in arrivo oltre 84 milioni per il sistema idrico della Romagna. Lo annuncia Jacopo Morrone (Lega Nord)
Oltre 84 milioni di euro destinati a interventi per il sistema idrico della Romagna. Lo rende noto il deputato e segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, spiegando che le risorse, assegnate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, finanzieranno opere dedicate all’approvvigionamento idrico, alla riduzione delle perdite negli acquedotti, all’irrigazione e alla sicurezza delle dighe.
Secondo quanto comunicato da Morrone, gli investimenti ammontano complessivamente a 84,37 milioni di euro e riguardano Hera, il Consorzio di Bonifica della Romagna, il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, Romagna Acque e il Comune di Mondaino.
La quota più consistente, pari a 37 milioni di euro, è destinata al progetto del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale per la realizzazione di una cassa di espansione tra Villa Prati di Bagnacavallo e Cotignola, con funzioni di laminazione delle piene e di accumulo d’acqua per l’irrigazione. Al Consorzio di Bonifica della Romagna vanno invece 15 milioni di euro per il recupero di bacini di ex cava lungo il Marecchia, destinati allo stoccaggio della risorsa idrica e alla mitigazione delle piene.
Per Hera sono previsti oltre 29 milioni di euro: 3,85 milioni per la progettazione del nuovo sistema di approvvigionamento di Castel Bolognese, 9,26 milioni per la riduzione delle perdite nella rete idrica della provincia di Ravenna, 10 milioni per quella di Forlì-Cesena e 6,83 milioni per Rimini.
Completano il quadro gli interventi di Romagna Acque, con 1,3 milioni di euro per la sicurezza sismica della diga di Ridracoli e 125 mila euro per la diga di Conca, oltre a un milione di euro destinato al Comune di Mondaino per la manutenzione straordinaria degli impianti e della strumentazione di controllo della diga.
«L’attenzione del ministro Matteo Salvini – afferma Morrone – verso la gestione della risorsa idrica si traduce in investimenti che puntano non solo ad affrontare le emergenze, ma anche a programmare interventi strutturali di lungo periodo».


