Caro carburanti, Legambiente Emilia-Romagna: “Bene le richieste di De Pascale, occorre accelerare su rinnovabili ed elettrificazione”
Legambiente Emilia-Romagna accoglie con favore le dichiarazioni del Presidente della Regione Michele De Pascale, che nel corso del Meeting di Rimini della scorsa settimana ha richiamato il Governo sulla necessità di sbloccare i progetti eolici nel territorio romagnolo.
“La posizione di De Pascale è chiara e ci associamo: servono certezze nei confronti dei progetti eolici previsti nel territorio della Romagna e già valutati positivamente dal punto di vista ambientale, a partire dai parchi eolici di Ravenna, per arrivare all’impianto eolico offshore di Rimini, fino al progetto in stallo al confine tra Valmarecchia e provincia di Arezzo”, dichiara l’associazione ambientalista. “L’eolico è uno strumento essenziale per far fronte alla minor produzione di rinnovabili durante la notte e nel semestre invernale. Nel contesto emiliano-romagnolo i siti adeguati sono pochissimi, divisi tra crinale appenninico e costa: serve l’impegno di tutte le istituzioni per sbloccare, dal punto di vista autorizzativo e finanziario, i progetti che hanno già ricevuto il via libera sotto il profilo dell’impatto ambientale.”
L’associazione richiama il dibattito in corso a livello nazionale sul ruolo delle Regioni nel promuovere la transizione energetica, che ha visto coinvolti i leader di diversi partiti politici nel corso delle ultime settimane grazie all’intervento di 120 esperti del settore, e sottolinea la necessità di una trasformazione profonda del settore energetico e degli usi, a partire dagli ambiti immediatamente elettrificabili. “Nei prossimi mesi si avvierà il confronto sul Piano Energetico Regionale. L’Emilia-Romagna ha bisogno di indirizzi chiari e risorse per accelerare sull’efficientamento e sulla diminuzione della dipendenza dalle fonti fossili: cittadini e imprese devono essere guidati e sostenuti economicamente per poter ridurre i consumi in modo strutturale, non tranquillizzati con bonus che non avranno alcun impatto di lungo periodo e che ridurranno la capacità di spesa pubblica.”


