Festa della Solidarietà. Torna il pranzo dello IOR di Misano Adriatico

Domenica 20 ottobre 2019, alle 12.30, al Ristorante “Il Mulino” di via Ponte Conca 1 si terrà la tradizionale “Festa della Solidarietà”, evento di raccolta fondi organizzato dai volontari del punto IOR di Misano Adriatico.

Il pranzo è oramai un classico del territorio: l’edizione 2018 ha visto la partecipazione di circa 150 persone, per un ricavo totale di 6.275 euro che hanno contribuito a dotare la Breast Unit dell’Ospedale Infermi di Rimini di un nuovo ecotomografo per diagnosi sempre più precise e precoci per le pazienti del territorio colpite da carcinoma mammario.

Nel corso della cerimonia il responsabile dott. Lorenzo Menghini tenne a sottolineare come il reparto esegua “qualcosa come 20mila ecografie, 1.000 biopsie ecoguidate, 700 agoaspirati l’anno diagnosticando circa 400 casi di tumore al seno. Sul territorio a cui ci rivolgiamo vi sono circa 140 mila donne dai 25 anni in su che ormai conoscono a menadito il numero del nostro call center dedicato, 0541/707070, da chiamare in caso di approfondimenti diagnostici o consulenze senologiche. Di queste, 65 mila sono in fascia di screening, tra i 45 e i 74 anni. Questi numeri fanno ben capire la mole di lavoro che la nostra unità produce: d’altronde Rimini è solo il centro principale, ma abbiamo anche due sedi distaccate a Novafeltria e Cattolica. Per questo motivo la donazione ricevuta dall’Istituto Oncologico Romagnolo è tanto preziosa: tutto quello che potrà fare la nostra Unità per sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’attività dello IOR, siamo ben felici di farla”.

Quest’anno i volontari del Punto IOR di Misano Adriatico hanno deciso di rimanere al fianco delle pazienti che lottano contro il cancro, ma per sostenere un altro tipo di causa: quella del crowdfunding “La Mia Mamma è Bellissima”, campagna che punta ad aumentare il numero di donne sottoposte a chemioterapia da aiutare in maniera gratuita col Progetto Margherita, il servizio IOR di fornitura di parrucche oncologiche.

“Il tumore prima reclama la nostra esistenza per come la conoscevamo; poi la nostra identità; infine la nostra vita”, si legge sul testo della pagina dedicata proprio alla raccolta fondi sulla piattaforma Idea Ginger: un estratto di una testimonianza lasciata da Anna, paziente oncologica che ha affrontato il momento tanto temuto della caduta dei capelli.

“Anch’io, e come me altre 450 pazienti solo quest’anno, ho preso parte al Progetto Margherita dell’Istituto Oncologico Romagnolo – continua – sono entrata negli uffici dello IOR titubante, timorosa, perché per me uscire di casa equivaleva sentirsi tutti gli occhi addosso, e non riuscivo a capire come una semplice parrucca avrebbe potuto migliorare le cose: anzi, se possibile, credevo mi sarei sentita ancora più ridicola ad indossare qualcosa di finto. Non ho ancora sconfitto il cancro: almeno, non definitivamente. E se devo essere sincera, non indosso nemmeno sempre la parrucca quando devo uscire: anzi, spesso preferisco il foulard. Ma non importa, anche solo averla mi fa sentire più tranquilla: so che se ne sentissi il bisogno, lei c’è. Pronta ad accompagnarmi e a proteggermi da quegli occhi puntati”.

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