Dune di sabbia anti mareggiate a Rimini: i bagnini Confesercenti declinano la responsabilità sui ritardi

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I bagnini riminesi declinano la responsabilità sui ritardi con cui si stanno realizzando le dune di sabbia anti mareggiate. “Ringraziamo la Regione per il servizio che sta svolgendo, però il ritardo con cui viene svolto non può essere attribuito a noi – commenta il presidente dei balneari Confesercenti, Fabrizio Pagliarani -. Nelle sue affermazioni, l’assessore regionale alla Difesa della costa Paola Gazzolo, sostiene che sono stati i bagnini a richiedere l’intervento della Regione, contrariamente invece a quanto è accaduto. Ovvero è la Regione che ha proposto di realizzare essa stessa le dune, altrimenti le avremmo fatte noi come tutti gli anni. E soprattutto le avremmo tirate su a metà ottobre, mentre ancora i lavori devono ancora essere terminati. Gli eventi atmosferici ci dimostrano che bisogna rispettare i tempi, altrimenti si rischiano gravi danni alle strutture, come peraltro avvenuto. Il nostro auspicio per il futuro è che ci sia una maggiore collaborazione”.

I bagnini hanno sollecitato la Regione sui ritardi, sottolinea Pagliarani. Fino allo scorso anno la Regione alzava le dune da piazzale Kennedy fino a via Lagomaggio, mentre i bagnini provvedevano al tratto di arenile da piazzale Kennedy al porto. “La Regione ha deciso di procedere anche nel tratto finora di nostra competenza iniziando i lavori in ritardo, praticamente la prima settima di novembre. Con le ultime mareggiate alcuni stabilimenti sono stati danneggiati, noi cerchiamo di essere il più possibile collaborativi, ma non possiamo essere soddisfatti di quanto sta accadendo. Per il 2020 sono stati stanziate risorse per 1.5 milioni per l’intera costa, speriamo che una parte di questi contributi sia riservato al risarcimento dei danni subiti dagli stabilimenti, bar e ristoranti causati della burrasca”.

Un’altra questione riguarda invece gli allagamenti in zona rotonda del Grand Hotel. “A nome di tutti, soci e non soci Confesercenti, dico che è inaccettabile l’atteggiamento di quei bagnini, che non si sa per qual motivo, non hanno voluto la duna davanti ai loro bagni. Nell’apertura è passata l’acqua che ha allagato non solo i loro bagni, ma anche quelli dei colleghi limitrofi. I bagnini che non hanno voluto la duna devono capire a quali rischi vanno incontro”.

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