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Nadia Rossi (Pd) chiede alla Regione di sostenere la creazione dello “psicologo di base”

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Se prima della pandemia erano 2 italiani su 10 a sentire bisogno di rivolgersi a uno psicoterapeuta, ora sono diventati 6 su 10. Soprattutto adolescenti e persone fragili. Ma nel corso del 2021, il 27,5% dei pazienti che avevano intenzione di iniziare un percorso di salute mentale non ha potuto farlo per ragioni economiche; per lo stesso motivo il 21% è stato costretto a interromperlo.

“Questi dati fanno riflettere. – spiega la consigliera regionale Pd Nadia Rossi, che segnala – La Regione Emilia-Romagna è particolarmente attenta al tema del benessere psichico delle persone, tanto da aver approvato nel 2021 le nuove ‘Linee di indirizzo alle Aziende Sanitarie in tema di organizzazione dell’area Psicologia clinica e di comunità’ che tengono conto dell’importanza dell’assistenza psicologica anche a seguito della pandemia da Covid-19. Un servizio che è stato ampiamente utilizzato dai cittadini emiliano-romagnoli durante questo periodo: sono stati 10.731 a dicembre 2020 quelli che hanno ricevuto un consulto psicologico telefonico o all’interno degli ospedali della Regione”.

“Ma bisogna fare di più, perché la salute mentale è rilevante quanto la salute fisica. Con una interrogazione urgente ho voluto quindi sapere se si stia discutendo in Conferenza delle Regioni la possibilità di potenziare l’assistenza psicologica tra le cure primarie all’interno del Servizio Sanitario Regionale. – annuncia Rossi, che aggiunge – Dopo la bocciatura del Bonus psicologo in Legge di bilancio nazionale, sarebbe urgente e significativo che il Parlamento e il Governo intervenissero a tutto tondo per i servizi a tutela della salute mentale, a cominciare dal prossimo Decreto Ristori. I cittadini lo chiedono a gran voce, lo dimostra una petizione che ha superato in pochi giorni le 250 mila firme: il benessere psicologico non è più tabù, sarà fondamentale per lo sviluppo della nostra società post pandemia”.

“Dall’Assessore regionale Raffaele Donini ho avuto una risposta sostanzialmente positiva e possiamo contare sul suo sostegno nelle sedi nazionali preposte per ampliare le buone pratiche già avviate in Emilia-Romagna: serve inserire l’assistenza psicologica tra le cure primarie. Tra l’altro il nostro territorio è molto sensibile al tema della salute mentale: è di questi giorni la notizia che il Comune di Rimini con l’Assessore alle politiche Sociali Kristian Gianfreda sta lavorando ad un contributo comunale per sostenere un percorso terapeutico con un professionista a scelta, da erogare in base alle Isee, con un’attenzione alle fasce di popolazione più fragili ed esposte – riporta la consigliera democratica, che continua –  Se c’è una cosa che la pandemia ci ha insegnato, cito un articolo letto qualche giorno fa su Repubblica di Vittorio Lingiardi, è ‘la centralità della psiche. Psyché significa respiro. E se la psiche respira, ha bisogno di ossigeno. Particelle vitali per fronteggiare quelle virali. Un investimento sulla salute mentale dei singoli cittadini è un investimento sulla salute mentale dell’intero Paese. Ma anche sull’economia, i conflitti sociali, le relazioni familiari, la violenza di genere. In una parola, sulla fiducia negli altri e nelle nuove generazioni.’ Andiamo avanti senza abbassare l’attenzione”.

 

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