Da IOR e Rotary Club Rimini un aiuto per l’assistenza domiciliare

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Migliorare la gestione dell’utente con scarso patrimonio venoso che necessita di terapie infusionali a medio e lungo termine: era questa la necessità riscontrata dall’équipe del Servizio Infermieristico Domiciliare (SID) di Rimini e Novafeltria, team che presta un’attività di crescente importanza a circa 500 persone in difficoltà, di cui buona parte pazienti con diagnosi di tumore. A questo scopo, quindi, l’Istituto Oncologico Romagnolo si è mosso insieme al Rotary Club di Rimini per acquistare una strumentazione di ultima generazione: un ecografo del valore di 15.000 euro che permette di evidenziare i vasi sanguigni per “fare centro al primo colpo”. Un aiuto non banale per lo staff del SID: evitare il continuo ricorso del posizionamento delle vie infusionali significa diminuire il dolore inutile derivante da punture multiple su individui spesso fragili, come ad esempio pazienti oncoematologici in età pediatrica bisognosi di idratazione e supporto integrativo alla terapia di base o over-65 cui vengono somministrate cure palliative o trattamenti derivanti anche da condizioni avanzate di demenza senile; inoltre maggiori i tentativi andati a vuoto di reperire la vena, maggiori le probabilità di sviluppare infezioni, trombosi, tromboflebiti.

Per questo l’ecografo donato da IOR e Rotary Club si preannuncia come un grande aiuto per migliorare ulteriormente un servizio con un’attività già importante e che, nell’era post-Covid, è plausibilmente destinato ad aumentare le proprie prestazioni, anche per la tendenza sempre più spiccata di prediligere il setting domiciliare per la somministrazione di determinate terapie. «Questo progetto è l’esempio del valore delle associazioni in generale e dello IOR in particolare sul territorio – afferma il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – la mission di queste realtà non si limita al mero sostegno economico ma è soprattutto quella di accorciare le distanze tra gli operatori e le strutture con le loro esigenze e la società nelle sue emanazioni, come ad esempio il Rotary Club Rimini, per innescare un circolo virtuoso che vada a tutto beneficio della comunità in cui operiamo. Questo sistema permette di poter far fronte rapidamente alle richieste di chi è giornalmente impegnato sul campo in un’attività così importante e sensibile come l’assistenza infermieristica domiciliare».

Anche Maurizio Bonora, Presidente del Rotary Club Rimini, è concorde sull’importanza di questo tipo di operazioni: «Il tema dell’assistenza domiciliare ci è particolarmente caro: già prima della pandemia ci eravamo esposti a riguardo sostenendo progetti ad esso dedicati. L’acquisto dell’ecografo è un mattoncino di qualità in più di cui le nostre donne per prime hanno compreso l’importanza e hanno voluto aggiungere, convincendo ben presto anche tutti gli altri membri a coprire l’esatta metà dell’importo del macchinario. Il nostro compito credo sia proprio questo, ovvero essere un valore aggiunto per la comunità, mettendo a disposizione le nostre professionalità e sensibilità per far crescere le strutture e i servizi di cui noi stessi, i nostri cari, i nostri amici beneficiano o di cui potranno beneficiare».

Estrema soddisfazione anche per Vito Nicola Lombardi, Coordinatore Infermieristico SID Rimini/Novafeltria: «I giovani ragazzi del mio staff si distinguono per l’entusiasmo e per le tante idee per innovare il servizio: siamo contenti che lo IOR abbia da subito compreso ed appoggiato l’importanza di questo progetto. Migliorare la presa in carico e la qualità di vita del paziente seguito direttamente all’interno del proprio setting domiciliare è una priorità oggigiorno, per far vivere alla persona e alla sua famiglia la miglior esperienza possibile, evitando dolore e rischi inutili. L’ente pubblico non riesce a far fronte a tutte le esigenze, quindi l’intervento di associazioni come lo IOR e il Rotary Club di Rimini diventano fondamentali per noi operatori e di conseguenza per tutti i malati che ne usufruiscono. L’uso di questa sorta di piccolo ecografo portatile ci permetterà di individuare gli accessi venosi in maniera precisa e rapida, evitando tutte le problematiche dovute alla rottura dei vasi e relative emorragie. Si tratta quindi di un miglioramento enorme nella qualità della prestazione».

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