Cronaca. Tari non pagata, Comune di Riccione sospende per 3 mesi la licenza alla discoteca Cocoricò

Il sindaco Tosi: "Non è stata mai versata la tassa rifiuti da quell'attività commerciale. Analoga misura pronta per Yellow Factory"

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L’amministrazione comunale di Riccione ha sospeso per tre mesi la licenza al Cocoricò, discoteca simbolo della riviera romagnola, per non aver pagato la Tari. La notizia, anticipata da un quotidiano locale, è stata confermata da una nota del Comune, che annuncia la sospensione “a partire da lunedì 17 dicembre e per 90 giorni delle attività di due locali di pubblico spettacolo, Cocoricò e Yellow Factory, persistendo la violazione”. 

Si tratta dei primi provvedimenti relativi ai locali di pubblico spettacolo inadempienti – spiega il comunicato stampa del Comune di Riccione – emessi nell’ambito delle attività di recupero dell’evasione della TARI, la tassa comunale sui rifiuti, e in considerazione delle nuove previsioni del Regolamento approvate in consiglio comunale nello scorso settembre. L’integrazione al Regolamento consente infatti di avere ulteriori strumenti per la lotta all’evasione e l’applicazione di relative sanzioni, tra cui appunto la sospensione della licenza nei confronti degli esercizi pubblici e locali di pubblico spettacolo.

Il servizio SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Riccione ha così applicato le previsioni dell’art.57 comma 4 del Regolamento per la gestione dei rifiuti con cui si stabilisce per i soggetti inadempienti l’apertura di un procedimento la cui violazione, alla scadenza dei termini, può comportare la sospensione dell’attività fino a tre mesi.

“Abbiamo applicato il massimo della sanzione – spiega il sindaco Renata Tosi all’agenzia Ansa – perché non è stata versata nemmeno una rata della Tari 2018. L’attività commerciale Cocoricò deve dai 500 ai 600mila euro al Comune perché non ha mai pagato la tassa sui rifiuti da quando esiste. Un provvedimento analogo è già pronto per un’altra discoteca, lo ‘Yellow’. Abbiamo avviato una serie di verifiche sulle attività commerciali, quelle a differenza delle persone fisiche, per cui è più difficile procedere al recupero delle somme. Da venerdì scorso ne sono partite diverse, dopo aver dato i 30 giorni alle attività per mettersi in regola, ora sono scattate le sanzioni. Anche perché quello che loro non pagano viene poi ripartito su tutti i riccionesi, la fattura Hera alla fine va saldata”.

Il Cocoricò deve al Comune 80mila euro per il 2018. In caso di pagamento del totale, la società potrà riaprire le porte e la discoteca lavorare per le serate previste dal calendario natalizio compreso il Capodanno. 

 

I contenziosi si protraggono dal 2010. Nel corso degli anni nessuna delle societa’ di gestione che si sono succedute ha versato l’imposta alle casse comunali. 

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