Il Comune di Verucchio aderisce al Manifesto della comunicazione non ostile

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Un no fermo, deciso e ufficiale agli “odiatori da social” per cui è stata anche coniata una categoria ad hoc, quella degli haters. Un freno alla violenza verbale di cui si è avuta riprova anche nella recente campagna elettorale con un sì convinto e totale al progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza nelle parole.

Nella seduta di giunta di mercoledì, il Comune di Verucchio ha deliberato l’adesione al Manifesto della comunicazione non ostile elaborato dall’Associazione Parole Ostili con l’obiettivo di “ridefinire lo stile con cui si sta sul web” e di “responsabilizzare gli utenti a scegliere con cura le parole, partendo dal presupposto che in particolare i social network, pur essendo luoghi virtuali, non sono un porto franco, ma il centro in cui si incontrano persone reali”.

“La gentilezza di pensiero, azione e parola è uno dei capisaldi della nostra amministrazione. E mi piace ricordare in questa occasione l’invito alla responsabilità rivolto nel discorso di fine anno dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre all’invito rivolto da Anci a tutti i Comuni” commenta la sindaca Stefania Sabba, impegnandosi insieme all’intera amministrazione “a dare attuazione al manifesto in tutte le attività e in tutti i canali di comunicazione non solo online ma anche offline e a divulgarne il contenuto sul territorio, consapevole della necessità di riportare a un uso corretto del significato delle parole per lo sviluppo di una comunità educante”

I PRINCIPI

Sono dieci le direttrici in cui si sviluppa il progetto.

Virtuale è reale
Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

Si è ciò che si comunica
Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

Le parole danno forma al pensiero
Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.

Prima di parlare bisogna ascoltare
Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

Le parole sono un ponte
Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

Le parole hanno conseguenze
So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

Condividere è una responsabilità
Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

Gli insulti non sono argomenti
Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

Anche il silenzio comunica
Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

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