Pandemia covid-19. Il sindacato degli infermieri scrive a Bonaccini: “Riconoscere a tutti l’indennità malattie infettive”

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L a segreteria regionale del Nursind Emilia Romagna ha scritto al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore alla sanita Raffaele Donini, chiedendo di estendere l’indennità malattie infettive a tutti gli infermieri impegnati in queste settimane all’interno degli ospedale nella lotta contro il Covid 19.

“L’attuale emergenza sanitaria – si legge nella nota del sindacato – pone inevitabilmente tutti gli operatori a rischio di contagio da Covid-19 senza distinzione di unità operative, in quanto ogni paziente che accede negli ospedali può essere un possibile veicolo di trasmissione, ragion per cui si ravvisa la necessità di estendere il riconoscimento dell’indennità di malattie infettive prevista dall’art.86 co.6 lett. C del CCNL Comparto Sanità 2016-2018 a tutto il personale del ruolo sanitario senza distinzione alcuna”.

La motivazione della richesta trova origine, secondo quanto riportato dal Nursind, in una norma di legge, il Dlgs 81/08, secondo il quale l’indennità scatta quando l’attività lavorativa è a rischio di esposizione ad agenti biologici che possano portare rischi per la salute del lavoratore. Caso che, come sottolinea il sindacato, è quello in cui si trovano attualmente tutti i sanitari operativi negli ospedali, a prescindere dal reparto di lavoro.

“Il personale sanitario – continua la comunicazione – oltre a vivere come tutti i cittadini Italiani lo stress di una pandemia, si è adattato repentinamente al nuovo contesto lavorativo, con la difficoltà di agire secondo il proprio mandato professionale per prevenire i contagi con la collettività (colleghi e proprie famiglie), con la carente e non idoneità dei DPI messi a disposizione, ha adottato un isolamento casalingo preventivo, viste le evidenze che dimostrano che un “operatore sanitario contaminato” presente nell’ambiente di cura svolge un ruolo significativo nella trasmissione di microrganismi, data l’impossibilità di una protezione individuale efficace contro il Virus Covid-19, ma è stata depositata una diffida regionale il 26 marzo 2020 agli organi competenti per il non rispetto delle raccomandazioni igieniche emanate dall’OMS nei luoghi di lavoro e l’adozione di procedure di riutilizzare i DPI monouso, non supportate da evidenze scientifiche e dalle norme d‘utilizzo da parte del fabbricante (D. lgs n. 37/2010 ), e la raccomandazione da parte delle Aziende Sanitarie di utilizzare i filtranti facciali antibatterici di default e non filtranti validi per i virus ovvero le FFP2 e FFP3, d’utilizzo in base alle necessità assistenziali, inoltre viene segnalato che in molte realtà della regione non si può attuare il distanziamento sociale negli spogliatoi, e l’igienizzazione costante di maniglie delle porte non automatiche presenti nei nosocomi, come i display ed i sportelli per l’approvvigionamento della divisa per svolgere il proprio turno lavorativo”.

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