A Cattolica ragazza fermata con un kg di eroina, a Riccione figlio aggredisce padre per astinenza da droga

Non c’è disposizione anti – contagio che tenga quando c’è da muovere stupefacente da immettere sul mercato dello spaccio. Questo è quanto riscontrato nel pomeriggio di ieri, 10 aprile, dai militari della Tenenza di Cattolica che hanno tratto in arresto P.A., riminese classe ’94, sorpresa mentre trasportava 1110 gr di eroina a bordo della propria autovettura.

I carabinieri, impegnati nelle attività di controllo del territorio provinciale per verificare il rispetto delle norme di contenimento dell’atroce pandemia, sono stati attirati, nel transitare presso lo svincolo autostradale di Rimini sud, dal passaggio di una vecchia Peugeot, proveniente dall’autostrada, condotta dalla donna. Immediatamente fermata per avere contezza delle ragioni che l’avevano portata a varcare le barriere autostradali riminesi, la donna ha prima dichiarato di essere in rientro da Bologna ove si era recata per lavoro, ma poi le sue scuse hanno iniziato a vacillare davanti alle pressanti domande degli investigatori che hanno notato un particolare stato di agitazione.

Le incongruenze, le contraddizioni hanno così spinto gli uomini dell’Arma cattolichina ad approfondire il controllo e a sottoporre la donna a perquisizione.

Spiegata così tanta agitazione: la donna trasportava due panetti di eroina nella borsa per un totale di 1110 gr. e nessuna giustificazione è stata resa ai militari che hanno assistito ad un profondo silenzio della ragazza.  Immediatamente dichiarata in arresto, la donna è stata poi accompagnata presso il carcere di Pesaro, in attesa della convalida del provvedimento.

droga

La droga sequestrata

Invece, nella tarda serata sempre di ieri i militari della Sezione Radiomobile di Riccione sono intervenuti a seguito della richiesta di aiuto di un pensionato della perla, settantanovenne, che raccontava di essere stato poco prima aggredito dal proprio figlio. L’anziano, infatti, all’arrivo dei militari, presentava una grossa ferita da taglio al capo, causata da un bicchiere di vetro da cui era stato colpito poco prima, scagliato con violenza contro di lui dal proprio figlio, E.C. cinquantenne disoccupato, in preda ad una crisi di astinenza stupefacente. L’uomo, da quanto emerso, aveva preteso denaro dal padre per uscire a comprare qualche dose di droga e davanti al rifiuto del genitore sarebbe andato su tutte le furie fino ad aggredirlo fisicamente.

Lo stato di alterazione dell’uomo, inoltre, non si è placato neanche alla vista dei militari, con cui ha continuato ad essere particolarmente aggressivo e pericoloso tanto da costringere i carabinieri ad ammanettarlo e a condurlo in caserma. Maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, i reati contestati che sono costati all’uomo una notte nelle camere di sicurezza della Compagnia di Riccione, in attesa della celebrazione del rito direttissimo previsto per questa mattina. Il povero anziano padre se la caverà invece con 10 giorni di prognosi e tanto dolore per un figlio cambiato dalla droga.

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