Arrestato dalla Polizia di Rimini per maltrattamenti alla moglie e spaccio di droga

Più informazioni su

Il 21 maggio 2020, alle 16 circa, due equipaggi della Polizia sono intervenuti nei pressi dell’abitazione di due coniugi in quanto la donna, una 36 enne tarantina, ha richiesto l’intervento in virtù dei maltrattamenti che subiva da tempo da parte del marito.

La donna, preso coraggio dalla presenza degli Agenti, s’è sfogata con loro raccontando di aver avuto l’ennesima lite con il marito K.M., trentasettenne tunisino, passata alle vie di fatto.

Il diverbio di ieri era scaturito dalle continue richieste dell’uomo di denaro per il soddisfacimento delle esigenze personali, situazione che la faceva sentire una schiava economica.

Lo straniero, appena ha intuito che la moglie, esasperata dalle continue richieste, avrebbe contattato le Forze dell’Ordine, avrebbe minacciato la donna con la frase: “Stai attenta, non ho nulla da perdere. Ti brucio viva”.

La donna dichiarava di temere per la propria incolumità, per via della personalità dell’uomo, pur non volendo ricorrere ad un “centro antiviolenze”, manifestando la volontà di rimanere da sola nel proprio domicilio. Durante l’intervento, dalle dichiarazione della vittima, gli Agenti appuravano che il K.M., oltre ad essere un abituale consumatore di sostanze stupefacenti, era anche dedito allo spaccio delle stesse, occultandole all’interno dell’appartamento o nelle pertinenze.

Vista la situazione veniva effettuata una perquisizione personale con l’ausilio di personale cinofilo della Polizia Locale e con il cane Iago. Nella circostanza nascosta in una lavatrice collocata nel giardino dell’appartamento, sono state rinvenute diversi grammi di sostanza stupefacente che successivamente dall’esame narcotest risultava essere del tipo Marijuana.

Da ulteriori accertamenti nel telefono cellulare di proprietà dell’uomo, sono emersi nella chat WhatsApp vari messaggi da diversi contatti riconducibili ad una attività di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad esser stati rinvenuti due coltellini multiuso, un rotolo di pellicola in alluminio ed uno in cellophane, materiale utile al confezionamento degli stupefacenti.

Le vessazioni  del tunisino nei confronti della moglie non sono cessate nemmeno quando l’uomo è stato fatto salire a bordo dell’auto di servizio, momenti nei quali l’uomo mimava con le mani il gesto del taglio della gola, minacciando di ucciderla.

Considerata la pericolosità dello stesso, appurato che lo scorso aprile, personale dei Carabinieri aveva effettuato un intervento per fatti analoghi presso tale abitazione, il PM di turno, ha disposto l’accompagnamento in carcere dell’uomo, in attesa del giudizio di convalida.

La donna è stata accompagnata presso gli Uffici della Squadra Mobile, dove provvedeva a sporgere denuncia/querela per il reato di maltrattamenti. Nel contempo gli equipaggi di volante raccoglievano le testimonianze dei vicini i quali confermavano le continue vessazioni ed ingiurie che da tempo la giovane era costretta a subire e le innumerevoli richieste della donna al marito di andarsene dall’abitazione senza farle ulteriore male rispetto a quello già patito.

Per tutto quanto emerso l’uomo è stato arrestato per il reato di maltrattamenti e detenzione di droga ai fini di spaccio e accompagnato nella mattina del 22 maggio 2020 presso la casa circondariale di Rimini.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RiminiNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.