Riccione. Scoperti attraverso la riscossione dei Gratta e Vinci: in manette banda di rapinatori

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È scattato alle prime luci dell’alba di ieri mattina il blitz dei carabinieri del N.O.R. – Sezione Operativa di Riccione, che ha visto finire in manette una vera e propria banda di rapinatori, responsabili – in concorso tra loro – della rapina consumata lo scorso 10 febbraio 2020 al bar “Post” di Misano Adriatico.

F.R., riminese classe ’80, residente a Tavullia, operaio, pregiudicato; K.N., russa classe ’86, nullafacente, pregiudicata e B.S., riminese classe ’80, operaio, pregiudicato, i tre arrestati al termine di una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e da quelli della Stazione di Misano Adriatico.

Le indagini, avviate il 10 febbraio dopo la rapina consumata al bar Post, che aveva fruttato un bottino di circa 2.500 euro oltre a numerose stecche di sigarette e gratta e vinci, avevano sin da subito consentito di ricostruire l’azione delittuosa e di appurare che in quella occasione un solo rapinatore, completamente vestito di nero, con volto travisato e armato di pistola, a bordo di uno scooter di colore nero, dopo aver convinto la dipendente a farsi aprire le porte del bar-tabacchi per un acquisto dell’ultimo minuto (la rapina è avvenuta intorno alle ore 02:00, quando l’attività commerciale era già chiusa, ndr), con violenti strattoni era riuscito a farsi consegnare il denaro contenuto in cassa e a portar via i preziosi biglietti da gioco.

Immediatamente concentrati sulla visione dei filmati degli impianti di videosorveglianza – pubblici e privati – e guidati da una prima descrizione sommaria delle caratteristiche fisiche del rapinatore, i carabinieri sono riusciti a ricostruire tanto l’intero percorso effettuato dal malvivente, quanto un verosimile tentativo di rapina che lo stesso individuo, a bordo dello stesso scooter, aveva tentato di mettere a segno nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, sempre presentandosi alla chiusura del bar e tentando di convincere la commessa ad aprirgli.

Durante le fasi preliminari delle indagini i militari dell’Arma hanno avviato un difficoltoso processo di ricostruzione dei flussi di spendita e cambio dei gratta e vinci asportati la notte del colpo, attraverso un giro di tutte le tabaccherie del riminese e del pesarese e grazie all’analisi di tutti i sistemi di videosorveglianza dei vari esercizi commerciali, effettuata allo scopo di verificare la presenza di “clienti anomali”. Tramite le dichiarazioni rese dai vari gestori delle tabaccherie in merito ad eventuali sconosciuti clienti, i carabinieri hanno individuato dapprima una coppia e poi un terzo uomo, che anche nelle stesse giornate, a distanza di breve tempo tra loro, facevano ingresso in diverse tabaccherie per incassare le vincite dei biglietti fortunati. Una mossa azzardata che ha fatto sì che le indagini si concentrassero sul terzetto, legato oltre che da rapporti sentimentali e di amicizia, anche da comuni precedenti reati contro il patrimonio.

Ancora, la sera del 13 febbraio, mentre gli investigatori stavano svolgendo i loro accertamenti presso una tabaccheria di Cesenatico, F.R. – inconsapevole della loro presenza – si è presentato presso quella stessa tabaccheria per l’ennesimo cambio, venendo pertanto controllato e compiutamente identificato. Vistosi probabilmente scoperto perché proprio lui rispondeva in maniera molto aderente alle descrizioni del rapinatore del bar Post, F.R. – vecchia conoscenza dei carabinieri – aveva deciso di farsi momentaneamente da parte e così per un nuovo colpo andato a male, aveva deciso di affidarsi alla propria compagna K.N. e a B.S..

Questi ultimi, infatti, come ricostruiti nelle indagini, la sera del 19 febbraio, a bordo di quello stesso scooter nero, con volto travisato si erano presentati presso l’alimentari “da Sara” in zona Santamonica a Misano Adriatico. Uno dei due malviventi si era introdotto all’interno dell’esercizio commerciale impugnando la solita pistola ma falliva il colpo grazie al coraggio delle due donne che con una reazione repentina e gridando al malvivente di averlo riconosciuto, erano riuscite a metterli in fuga.

Certi della pista investigativa intrapresa, i militari hanno avviato particolari attività tecniche d’indagine che hanno contribuito alla raccolta di utili elementi indiziari che hanno spinto, il 28 febbraio, il Pubblico Ministero ad emettere un decreto di perquisizione a carico dei tre.

Un’attività di ricerca risultata determinante, in quanto ha consentito di rinvenire inequivocabili indizi di colpevolezza a carico dei tre indagati. Nell’abitazione del F.R. e K.N., infatti, oltre a numerosi pacchetti di sigarette ancora imballati, i carabinieri hanno recuperato i caschi utilizzati duranti i vari colpi ed hanno notato la presenza dello stesso modello di scooter utilizzato nelle azioni delittuose, maldestramente riverniciato con un colore bianco. Nell’abitazione di B.S., invece, i militari hanno recuperato il casco e gli indumenti utilizzati dal rapinatore nel tentativo di rapina dell’alimentaria di Misano nonché, sotterrata in giardino, l’arma utilizzata per i colpi, poi risultata una scacciacani.

I chiari e gravi indizi di colpevolezza raccolti, anche grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno rafforzato il quadro probatorio a carico degli indagati al punto da consentire di richiedere l’emissione del provvedimento cautelare nei loro confronti, emesso in pieno accordo dal GIP del Tribunale di Rimini. Rapina e tentata rapina in concorso, ricettazione e porto abusivo di strumenti atti ad offendere, i capi d’imputazione contestati e da cui dovranno difendersi i tre.

In attesa degli interrogatori di garanzia, F.R. e K.N., sono cosi stati condotti presso la casa circondariale di Pesaro al termine delle ritualità dopo la loro cattura. Per B.S.si sono invece aperte le porte del “Casetti”.

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