Ospedale di Rimini. Già raccolti 2.800 euro per la Terapia Intensiva Neonatale con il romanzo storico di Milena Renzi

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Col suo romanzo storico ha già raccolto 2.800 euro che ha devoluto alla Tin dell’Ospedale di Rimini per l’acquisto di una apparecchiatura, ma non ha intenzione di fermarsi Milena Renzi, l’autrice, che rilancia la promozione della sua opera per sostenere ulteriormente il reparto. Il tutto in collaborazione con l’associazione “La Prima Coccola OdV”, costituita da genitori di bimbi nati gravemente pretermine e che da sempre è al fianco della dottoressa Gina Ancora (il primario) e dei “piccoli guerrieri” ricoverati nella Tin.

“Elisa Gortani storie di monti e di delitti – dall’Inquisizione ai cosacchi”, questo il titolo del volume che è presentato nel dicembre scorso. “Sono contenta dei risultati finora raggiunti con le vendite – racconta l’autrice, Milena Renzi – la somma raccolta è importante, e consentirà alla ‘Prima Cocola’ di regalare al reparto un Aerogen, apparecchio per terapie aerosol ad alte prestazioni. Ma è importante sottolineare che si tratta solo di una prima tranche di donazione. Il libro infatti resta in vendita e speriamo che arrivino altri importanti risultati”.

Per chi volesse acquistare il romanzo saranno allestiti appositi box nei principali esercizi commerciali di Cattolica, Morciano di Romagna, San Giovanni in Marignano, Misano Adriatico, Gemmano, Riccione ma è anche possibile richiederne l’invio contattando l’autrice per mail all’indirizzo renzi.milena@gmail.com

“Ringraziamo Milena per questo bellissimo gesto – dice la dottoressa Ancora -. L’apparecchiatura ci consentirà di erogare cure ancora più efficaci ai nostri pazienti. Sono convinta, vista la qualità dell’opera, che il suo successo non si fermerà qui. Amplio i ringraziamenti alla ‘Prima Coccola’ e a tutti coloro che hanno contribuito al progetto. La vicinanza della comunità al nostro reparto è molto importante”.

“Il grande successo del libro – afferma Alessandro Marchi, presidente de “La Prima Coccola” – non si limita alla strumentazione che verrà donata al reparto, ma la volontà di Milena di proseguire e coinvolgere altri soggetti e organizzazioni in questa raccolta fondi permetterà di sensibilizzare sempre più persone al mondo della Terapia Intensiva Neonatale. Per questo ringraziamo immensamente Milena e coloro che hanno dedicato il loro tempo a questo meraviglioso progetto”.

Milena Renzi è traduttrice, scrittrice, giornalista freelance, blogger, presentatrice e tanto altro ancora. Un curriculum tra lettura, scrittura ed organizzazione di iniziative e proposte culturali, contrassegnate da finalità benefiche, e volte a sostenere tante e differenti cause. Fin dal 1990 collabora con varie riviste e quotidiani. Nei suoi libri ricorre spesso l’intreccio tra culture e religioni, in una diversità che seppur difficile, si fa ricchezza. Tratta di temi complessi con passione. Scava nelle storie e va alla ricerca della verità. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, oltre duecento articoli e sedici romanzi e tantissimi eventi.

Il libro, che contiene note storiche di Igino Dorissa, ha già ricevuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dei Comuni di Gemmano, San Giovanni in Marignano, Cattolica, Misano Adriatico e Arta Terme. Racconta la storia vera di tre bambine orfane, cresciute in un piccolo villaggio di montagna (Cabia) a pochi passi dal confine Austriaco. Uno spaccato di storia che alterna momenti delicati –vista con gli occhi dei bambini- a momenti crudi di vita quotidiana durante la difficile convivenza con il popolo cosacco al termine della seconda guerra mondiale. Ma il libro è anche un giallo, con intrighi, omicidi, processi della Santa Inquisizione che accompagneranno sempre la vita delle tre sorelle, speranzose di potersi riunire e tornare un giorno a casa. Una storia ricca di colpi di scena, scenari inimmaginabili, verità venute alla luce solo durante la difficile ricerca storica e la sua relativa stesura.

“Io sono affetta da distrofia muscolare – racconta di sè Milena Renzi -, ho sempre lottato per non essere dimenticata, per essere utile a qualcuno. Solo così si sconfigge la paura. Come diceva Madre Teresa ‘il dolore condiviso si divide, la gioia condivisa si moltiplica’. Sono una piccola scribacchina che ha voglia di lottare non ho mai smesso di lottare dall’esatto momento in cui sono venuta al mondo, una settimana prima dei sette mesi. Sono abituata a lottare. Ho dunque restituito il favore fattomi 45 anni fa dalla Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Pesaro, e 13 anni fa per quello di Ancona per mia figlia. Loro hanno creduto in noi. Noi gli dobbiamo la vita”.

 

 

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