Valmarecchia. Le associazioni ambientaliste: “La nostra è una valle da vivere, non da attraversare. Strano non essere coinvolti nel Tavolo di lavoro”

“Dopo alcuni incontri avvenuti a luglio 2019 e gennaio 2020 in cui il comitato “Una nuova strada per lo sviluppo” ha presentato la sua idea di strada per la Valmarecchia, veniamo a conoscere dalla stampa che a Pietracuta il giorno 8 di ottobre si riunisce il comitato insieme ai Sindaci per avviare un tavolo di lavoro. Ci risulta molto strano che questo percorso “condiviso” sia sempre limitato a istituzioni ed imprenditori, senza coinvolgere le associazioni ambientaliste, che hanno da sempre evidenziato pregi e problematiche di vallata” riporta una nota delle associazioni Dna Rimini – Fondazione Cetacea Onlus – Italia Nostra Rimini – Italia Nostra Valmarecchia – Legambiente Valmarecchia Asp – WWF Rimini.

“A gennaio abbiamo assistito alla presentazione dei tracciati al teatro di Novafeltria – prosegue la nota -, notando fin da subito la volontà di chiedere una strada che possa tagliare il territorio in modo veloce, una strada tra Pennabilli e Rimini, che possa “teletrasportare” i lavoratori da mare a monte e viceversa, con un impatto pesante sul fiume e sull’ambiente. Riteniamo importante, oltre agli aspetti ambientali, tutelare anche le economie di vicinato, che sarebbero difficilmente concorrenziali con realtà della grande distribuzione. Pensiamo che il progetto dovrebbe essere discusso anche da tutte le realtà che investono su un turismo esperienziale e lento, che valorizza il territorio e i suoi valori naturali e storico-culturali. Dopo aver scongiurato che la rocca di San Leo “affacciasse” su una discarica, pensiamo  che tutte le rocche non debbano vedere una strada a quattro corsie”.

“Riteniamo indispensabile che la valle sia collegata in maniera sicura – sottolineano le associazioni -, evitando lo spopolamento e garantendo l’accesso all’istruzione per tutti i giovani abitanti, ma la strada che si propone non pensiamo sia la risposta più adeguata. Chiediamo invece di rivedere la mobilità, il primo passo dovrebbe essere capire quali sono gli spostamenti all’interno della vallata, per pianificare assieme ad un mobility manager gli spostamenti dei lavoratori e studenti, per capire come potenziare il servizio pubblico di trasporto e mettere in sicurezza la Marecchiese, intervenendo nei punti critici, con corsie per il sorpasso, la sistemazione dei tratti soggetti a smottamenti e con attraversamenti sicuri per i cittadini”.

“E auspichiamo che questo percorso possa diventare realmente condiviso, per studiare insieme come rendere ancora più bella la “nostra” vallata” conclude la nota.

 

 

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