Anche Misano Adriatico partecipa a “Coloriamo di arancione il mondo” per dire no alla violenza sulle donne

La luce arancione che illumina la Palazzina Bianchini avvia a Misano una serie di iniziative per sensibilizzare alla lotta contro la violenza di genere. L’illuminazione è stata realizzata in collaborazione con la provincia di Rimini e l’Associazione Soroptimist Rimini e segue l’azione promossa da UN Women, ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, impegnato da sempre nella lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne sia essa verbale, fisica o psicologica.

Il palazzo illuminato è simbolico: dal 2019 la Palazzina Bianchini è la sede di un distaccamento dello sportello antiviolenza distrettuale, che è attivabile 24 ore su 24 al numero 335.7661501 e al quale rispondono le operatrici del centro antiviolenza ‘Chiama Chiama – CAV Distretto di Riccione’. Questa sera Manuela Casalboni, presidentessa della Commissione Pari Opportunità di Misano, sarà tra le protagoniste di un’importante occasione di confronto televisivo che vedrà impegnate le amministratrici del territorio, i centri antiviolenza territoriali e le associazioni della rete, nell’ambito di uno speciale trasmesso da Icaro TV per rendere omaggio a questa giornata. Sabato, sulla pagina Facebook della Commissione Pari Opportunità di Misano, verrà lanciato il video di presentazione del progetto “Uniti da un filo di rosso”, che mostrerà l’installazione delle panchine rosse, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, in ciascuna delle frazioni di Misano.

“Proprio in questo anno così difficile e particolare per tutti noi – spiega Manuela Casalboni- era necessario intervenire con un progetto capillare sul territorio, per poter arrivare a tutti e a tutte. Questa iniziativa ha coinvolto l’intera comunità, lasciando un segno concreto di vicinanza e sostegno a tutte le donne. Occorre lavorare su due fronti contemporaneamente: il contrasto e la prevenzione. Nascere donna significa ancora essere inquadrate in una cultura giudicante di cui è necessario liberarsi. Un cammino che ad oggi uomini e donne devono imparare a fare insieme: la parità di genere, in ogni ambito, è irrealizzabile senza un percorso condiviso, ed è un obiettivo comune verso il quale tendere, l’agenda 2030 lo fissa infatti come uno degli scopi su cui lavorare per lo sviluppo sostenibile”.

 

 

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