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Verucchio. Il ristorante La Fratta lancia il progetto ‘Vineria artistica a km 0’

“Non ci arrendiamo al Covid e, anzi, con il ritorno in zona gialla rilanciamo con un nuovo progetto a Km 0 che fonde tradizione, prodotti tipici, arte e paesaggio”. Così Alessandra Della Torre presenta la novità 2020 in casa Ristorante la Fratta di Verucchio, che, in piena pandemia da Coronavirus, riapre le sue porte all’insegna appunto delle novità. Se la cucina da osteria contemporanea resta il punto fermo, questa settimana il locale tiene infatti a battesimo la nuova offerta ideata per il livello passeggiata, dove il cliente viene accolto dall’ insegna ‘bio’ in acciaio, rame e legno della neonata vineria: una scelta molto naturale per un progetto che sposa in pieno la natura in tutte le sue forme

Parola d’ordine territorio

La proposta sarà fatta di taglieri di salumi e formaggi, pizza e prodotti gourmet abbinati a calici di vino quasi esclusivamente romagnolo. “Faremo verticali e testing di intrattenimento, racconti all’aperitivo attraverso i nostri vini e a seguire i nostri olii: il focus è come detto il chilometro zero, l’ampio respiro sulla Romagna arricchito da piccoli afflati nazionali. Non a caso, c’è un percorso in via di definizione che a partire dal 2021 speriamo ci rende l’Ambasciata della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini a Verucchio: la vetrina in cui consumare tutte le cantine della Valmarecchia, della Valconca e del Corianese“ entra nel merito Alessandra, spiegando: “L’apertura di una vineria avviene solitamente alle 18, che in questo periodo è invece l’orario di chiusura: abbiamo però deciso di lanciare ugualmente questo nuovo servizio utilizzando lo spazio come porta d’ingresso del ristorante. Per un aperitivo fine a se stesso ma anche pre pranzo”.

L’abbinamento calice-fotografia

Ad arricchire la nascita della vineria, il progetto Iceberg affidato a Marco Ruzzo. “Iceberg è un elemento espositivo creato da Around Graphice per dare spazio a professionisti e appassionati di fotografia: si compone di un’esposizione a parete di 4 immagini in formato orizzontale che rappresentano “quello che si vede” (la cosiddetta punta dell’iceberg) e di uno o più box sui tavoli che contengono il resto delle immagini” lo illustra lo stesso Ruzzo, evidenziando anche in questo caso il Km 0: “Abbiamo chiesto il materiale al Circolo Fotografico Valmarecchia, una selezione anche in questo caso del territorio per raccontare la vallata in maniera differente da quella che è una mostra tradizionale. Sfogliare le immagini dai monitor fa perdere infatti il ricordo e abbiamo pensato una soluzione che consenta di riavere le foto nelle mani, toccarle, passarsele come in una vecchia serata fra amici. Abbiamo selezionato oltre 50 foto, in gran parte sono lavori di Cristiano Antonini, ma ce ne sono anche di Matteo Licciardello, Francesco Zanni, Giacomo Leonardo Cecchetti, Sergio Giovagnoli, Roberto Bizzocchi, Mirco Bottega, Matteo Matteini”.

Alla luce del Covid sono state ovviamente predisposte tutte le accortezze del caso: le immagini vengono infatti igienizzate e coperte ogni sera e non manca il gel a disposizione al tavolo.

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