Rimini. 30enne autore di falsi annunci di lavoro smascherato dalla Polizia di Stato

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Nel corso dell’attività di pattugliamento finalizzato al rispetto della normativa tesa al contrasto della diffusione della pandemia da covid-19, alcuni giorni fa una donna si è rivolta ad alcuni agenti della Polizia di Frontiera poiché si sentiva oggetto di attenzioni sessuali sgradite da parte di un individuo non conosciuto al quale si era rivolta in quanto interessata ad una proposta di lavoro.

Durante la formalizzazione dell’atto di denuncia, si è appreso che la ragazza, alla ricerca già da diverso tempo di un impiego, era iscritta a differenti gruppi del social network Facebook “Offerte di lavoro di Facebook” che hanno la finalità di mettere in contatto le persone che offrono lavoro con quelle alla ricerca di impiego.

Il funzionamento di tali offerte è il seguente: all’utente iscritto arriva una notifica, sia via mail che sul portale, dell’offerta di lavoro. Se tale proposta suscita l’interesse dell’iscritto, questi si candida al posto ed entro poco tempo viene contattato dal proponente per finalizzare i dettagli dell’offerta. Avendo aderito all’offerta, la donna è stata contattata da un uomo che, nel breve volgere di alcuni giorni, dopo averla allettata con proposte di lavoro molto soddisfacenti, iniziava a richiederle prestazioni sessuali. Impaurita dall’insistenza dell’uomo, la ragazza si è rivolta all’Ufficio della Polizia di Frontiera che ha avviato immediatamente un’attività investigativa, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Davide Ercolani, che ha portato all’individuazione del sospetto.

Nelle prime ore dell’8 gennaio, come disposto dal Pubblico Ministero, è stata eseguita una perquisizione locale e personale nei confronti dell’uomo che ha condotto all’assicurazione di importanti fonti di prova. L’attività investigativa ha portato così alla luce le condotte di P.G., 30enne riminese che pubblicava finti annunci di lavoro iniziando nel giro di poco un’attività di molestia verso le candidate che si proponevano per l’impiego, non prima di aver visionato le loro immagini tramite il profilo di whatsapp o di altri social network.

A seguito della perquisizione all’uomo è stato sequestrato il telefono cellulare da cui risultano i numerosi contatti con ignare aspiranti ad una posizione lavorativa, che sarà oggetto di perizia da parte del consulente tecnico individuato dal Pubblico Ministero per gli ulteriori sviluppi investigativi. P.G. è stato deferito per le molestie a mezzo telefono.

L’Ufficio Polizia di Frontiera di Rimini, dall’inizio della pandemia ha contribuito nell’ambito dei servizi predisposti e pianificati della Questura di Rimini, a oltre 1200 pattugliamenti con l’identificazione di numerosi individui sul territorio.

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