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Grattacielo di Rimini. Presentato il progetto di ristrutturazione foto

A poco più si sessant’anni dalla sua inaugurazione il Grattacielo di Rimini ripensa sé stesso avviando un percorso di rigenerazione in grado di restituire una nuova immagine funzionale ed estetica all’edificio più alto della città, facendogli ritrovare quella modernità che aveva contraddistinto la sua costruzione completata nel 1960.

“Dopo aver deciso a metà dello scorso anno di affidare un incarico per la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica finalizzato a valutare contenuti, modalità e costi per la ristrutturazione del Grattacielo, l’Assemblea del Condominio – nel mese di marzo di quest’anno – ha affidato all’architetto Teresa Chiauzzi l’incarico per la redazione del progetto di ristrutturazione dell’edificio di viale Principe Amedeo” spiega l’Avvocato Andrea Bracaglia, Amministratore Condominio Grattacielo di Rimini -. All’affidamento, avvenuto in seguito alla comparazione di quattro proposte richieste ad altrettanti studi professionali di caratura nazionale, ha fatto seguito la redazione del progetto di fattibilità completato a fine giugno, nei tempi stabiliti dall’incarico”

Il progetto è stato illustrato dall’architetto Teresa Chiauzzi ai componenti del Consiglio del Grattacielo nella giornata del 20 luglio, nel corso di un incontro a distanza aperto a tutti i condomini e che ha registrato una vasta adesione da parte degli stessi. A questo punto toccherà all’Assemblea del Condominio esprimersi rispetto alle modalità di prosecuzione del percorso di ristrutturazione.

Lo stato di fatto

Punto di partenza non poteva che essere una puntuale rappresentazione dello stato di fatto, cioè dello stato di salute del Grattacielo eseguito attraverso un rilievo plani-altimetrico, la verifica circa la  corrispondenza con i disegni originali del 1957, un’ampia documentazione fotografica necessaria per un’analisi visiva ravvicinata, nonché attraverso analisi e valutazioni dal punto di vista strutturale in merito alla verifica della vulnerabilità sismica. Modellazioni sono inoltre state portate a termine in funzione dell’analisi energetica grazie alla quale è stato possibile analizzare tutte le componenti dell’immobile e far emergere le superfici disperdenti verticali, sia opache (9.086 metri quadrati) che finestrate (5.356 metri quadrati) e le orizzontali (2.413 metri quadrati), sia per la torre alta quasi cento metri, che per l’ammezzato e il piano terra.

Nella sostanza il Grattacielo di Rimini pare reggere bene al passare del tempo pur tuttavia mostrando la necessità di effettuare interventi di manutenzione delle facciate anche in considerazione del fatto che l’ultimo importante intervento di manutenzione sulle facciate esterne è stato eseguito a metà degli anni Ottanta. Gli interventi oggetto di studio di fattibilità da parte dell’Arch. Chiauzzi fanno seguito a quelli effettuati nel 2015, consistenti nel rifacimento integrale del sistema di riscaldamento attraverso l’adozione di caldaie di nuova generazione e sistema di contabilizzazione del calore, di altrettanta rilevante portata.

Sintesi della relazione progettuale dell’Arch. Teresa Chiauzzi

Grattacielo di Rimini, una nuova energia
Tre sono le ipotesi di intervento prese in considerazione dal progetto di fattibilità che fornisce soluzioni diverse in relazione al diverso grado di trasformabilità dell’edificio nell’ottica della sua sostenibilità senza perdere forza anche nel caso in cui si dovesse mettere in campo un intervento di trasformazione più limitato. In forma flessibile le soluzioni possono essere connesse ai bonus attraverso la ristrutturazione e riqualificazione energetica, bonus facciate e superbonus. Un esempio significativo per un tema rilevante e alquanto differente a seconda dell’applicazione degli sconti fiscali è l’involucro dal quale non si può prescindere per rientrare nel 110. Si va pertanto dall’ipotesi inquadrabile in un intervento di rinnovo dell’esistente, fino alla proposta che prende in considerazione il miglioramento sismico e la realizzazione di una facciata ventilata, con il salto di due classi energetiche, in grado di rientrare nell’ambito del superbonus 110.

Il Concept, riverberare l’alto e il basso per produrre nuova energia
Un guscio avvolgente posto sul tetto del Grattacielo ospiterà i 600 metri quadrati dell’impianto fotovoltaico e consentirà di utilizzare gli spazi della terrazza, così come era stata concepita nel progetto del 1957. Due le soluzioni proposte nel progetto dell’architetto Chiauzzi: la prima ha la forma di un elemento aereo sospeso che sostiene le celle fotovoltaiche con una balaustra di protezione che circonda il piano della terrazza; nella seconda il graticcio diventa un guscio avvolgente disegnato con cerchi  sovrapposti che racchiude lo spazio della terrazza. Il tema di fondo è l’energia e anche il colore utilizzato marca questa idea: il giallo del graticcio si riverbera al piano terra, dando colore ad alcuni elementi della piazza e della galleria per restituire, dopo sessant’anni, una nuova energia.

La torre come un equalizzatore
Con i suoi 27 piani la torre rappresenta l’elemento statico che può essere reso dinamico: la sua visibilità può infatti restituire diversi effetti percettivi. Abbandonando la percezione di avere un “fronte” e un “retro”, la proposta valorizza la verticalità dell’edificio attraverso una scala cromatica che sfuma dallo scuro al chiaro verso l’alto utilizzando cromie che fanno parte dei colori cementizi del Grattacielo. Emergerà una trama a saliscendi come il movimento di un equalizzatore, come un faro illuminato di notte che nelle situazioni speciali dispone di una terrazza a cento metri di altezza che si illumina.

L’ammezzato, un belvedere sulla passeggiata
Il corpo ammezzato mostra una forma impropria da ridisegnare per riconnotare la sua funzione di avamposto commerciale che in origine dava lustro alla piazza antistante. La proposta si rifà agli ingressi di cinema e teatri piuttosto enfatizzati dai colori e dalle luci a segnare chiaramente l’ingresso al Grattacielo. La copertura, oggi uno spazio vuoto occupato solo in parte da corpi tecnici, diventa un tetto verde, un roof-garden, un belvedere sulla passeggiata che porta al mare o in città, ma anche uno spazio per abbattere il calore.

Percorsi del sole ed esposizione. Comfort termico
Lo stato di salute dell’esterno dell’edificio riflette lo stare all’interno, cioè il comfort di chi risiede. La modellazione energetica mostra le diverse situazioni: caldo o freddo rispetto all’esposizione. In quest’ottica la realizzazione di un involucro ha ampie ricadute sul tema del comfort nonché quale principale argomento dei lavori connessi al superbonus anche se la sua realizzazione non è da considerarsi di banale applicazione tenuto conto dell’ampia presenza di finestre. Nell’ipotesi più trasformativa connessa al superbonus va inteso come una sorta di facciata continua. L’ipotesi dell’involucro permetterebbe inoltre di riconfigurare il profilo del corpo ammezzato riconducendolo a una forma più ordinata.

Bow windows scolpiti dal sole per il comfort termico dei corpi scale
Bow windows incrociati nelle due direzioni S-E e S-O a formare un motivo che rompe la geometria rigida, crea occasioni di vedute panoramiche protette e infine consente ai corpi scale di creare spazi a controllo solare, contribuendo al comfort interno, sono previsti sulla facciata che guarda Gabicce.

Piano terra e galleria, occasione di nuova luce
La galleria da canale buio diventa fonte di luce: il rifacimento della copertura prevede infatti dei pozzi di luce sulla base di due soluzioni progettuali. La prima ha un taglio longitudinale che fornisce luce alla galleria secondo una linea continua, la seconda ha più tagli puntuali che forniscono fasci di luce. Il progetto prevede inoltre che dalla galleria si possa accedere al tetto verde del corpo ammezzato inserendo una scala o una piattaforma elevatrice.

La piazza e gli spazi circostanti diventano luoghi vitali e fluidi fra città e mare
La parte alta del Grattacielo si riflette in quella bassa riproponendo elementi che si colorano con le stesse tonalità. Il piazzale è pensato come una vera e propria piazza, dove è possibile fermarsi per una pausa o accogliere opere artistiche oppure creare momenti-evento. Lo spazio a disposizione si amplia dal momento che gli elementi rialzati delle prese di luce e aria del garage sottostante vengono ribassati alla quota del calpestio dedicandone alcuni per l’inserimento di tubi colorati per le prese d’aria.

La pavimentazione prosegue all’interno della galleria dove elementi di design urbano rompono le “strane” quote della pavimentazione con i piani inclinati. Via Calalzo viene trattata mediante asfalto colorato e una particolare segnaletica per rimarcare che lo spazio è destinato solamente alle operazioni di carico e scarico, mentre anche il lato su via Monfalcone trova una soluzione di decoro con la pavimentazione che esce a disegnare lo spazio e l’aggiunta di parti verdi.

Il team di progettazione

L’architetto Teresa Chiauzzi vanta un’esperienza trentennale in architettura e urbanistica. Fra gli altri progetti elaborati, si è occupata del Grand Hotel di Rimini durante la gestione Arpesella e attualmente lavora a progetti di rigenerazione urbana alla Darsena di città a Ravenna e per l’ex cementificio Buzzi- Unicem a Santarcangelo di Romagna. Da oltre dieci anni la sede dello studio professionale è presso il Grattacielo di Rimini.
Quale progettista incaricata si è avvalsa della consulenza dell’ingegner Gilberto Sarti di Rimini per la verifica delle vulnerabilità sismica, nonchè della collaborazione di altre figure specializzate nelle diverse discipline connesse all’architettura e all’ingegneria, esperti in campo energetico e in materia fiscale. Nel gruppo di progetto sono stati coinvolti anche giovani professionisti.

 

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