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Gli viene chiesto il biglietto sull’autobus, lui reagisce accoltellando 5 persone tra cui un bimbo di 6 anni

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Come riporta una nota dell’Ansa, ieri sera a Rimini un uomo di origine somala, poi fermato dalla polizia, ha accoltellato cinque persone tra cui un bambino, ferito alla gola. Il gesto violento si è scatenato su un autobus della linea 11 dopo che  all’uomo è stato chiesto da due controllori di esibire il biglietto: in risposta l’uomo ha estratto un coltello colpendo i due addetti poi è scappato. Inseguito dalla polizia, nella fuga ha accoltellato altre tre persone, tra cui una donna e un bambino di soli 6 anni.

IL BOLLETTINO MEDICO DELL’AUSL

Alle ore 18,30 di oggi, domenica 12 settembre, l’ Azienda USL della Romagna ha fornito il bollettino medico sulle condizioni cliniche del bambino, ricoverato ieri all’ospedale Infermi di Rimini, “ferito con arma da taglio che ha lesionato l’arteria carotide.  L’équipe di chirurgia vascolare diretta dal dott. Salvatore Tarantini ha sottoposto il paziente ad intervento in due tempi, ora terminato. È attualmente ricoverato in terapia intensiva. La TAC di controllo e l’esame clinico non hanno mostrato danni neurologici. È sveglio, risponde ai genitori. La prognosi rimane riservata per le prossime 24 ore. Sono state attivate tutte le figure professionali a sostegno del nucleo familiare. Nello stesso episodio sono state ferite anche due donne, prese in carico ieri presso l’Ospedale Bufalini di Cesena. Una, con lesioni multiple superficiali,  è stata già dimessa. La seconda è ancora ricoverata in chirurgia d’urgenza,  con prognosi 60 giorni”.

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI RIMINI ANDREA GNASSI

“Io e la vice sindaca Roberta Frisoni siamo, in queste lunghe ore, a fianco della famiglia del bimbo di 6 anni, ferito ieri da un folle. Con loro abbiamo passato buona parte della notte all’ospedale Infermi e anche questa mattina siamo qui. Alla luce dei fatti e in raccordo con l’Asl, l’ospedale Infermi di Rimini e il Bufalini di Cesena, è stata attivata la rete di pronto intervento, medico ospedaliero e interventistico e di sostegno sociosanitario. Dall’ospedale Infermi, l’equipe medica ha svolto stanotte sul bimbo un’operazione molto delicata, che si è conclusa positivamente. Al momento le indagini diagnostiche escluderebbero danni ulteriori. Il quadro clinico è serio, ovviamente sotto costante osservazione e intervento dei medici. Voglio ringraziare tutto il personale sanitario, splendido, e in particolare il dottore Tarantini, chirurgo vascolare, la dottoressa Cavicchi, il dottor Domenichelli e tutta l’equipe del Pronto Soccorso, e dei rianimatori otorinolaringoiatri, radiologi interventisti per le cure che stanno consentendo di salvare il bambino”.

“In ospedale abbiamo trovato una famiglia shoccata ma che con grande dignità e compostezza ha atteso in quelle drammatiche ore. È una famiglia di origine orientale, del Bangladesh. Il padre lavora in una importante azienda del Riminese e i tre figli sono nati tutti qui. Per questo nella notte ci siamo attivati con il datore di lavoro e con i servizi sociali del comune di residenza per prestare totale sostegno, solidale e pratico, alla famiglia. Il padre Sunny ha voluto ringraziare medici, poliziotti, Dio, tutti coloro i quali si sono stretti intorno in quei momenti durissimi. Sempre con grande dignità. Ha parlato del gesto improvviso di un folle. Gli inquirenti al momento confermano l’atto folle e improvviso e uno stato di alterazione del soggetto arrestato. Un richiedente asilo, ospitato in una struttura della Croce rossa di Riccione che, salito sul bus in direzione Rimini, nei pressi del Talassoterapico al confine tra i due Comuni, ha colpito prima le controllore, poi scappando ha colpito ancora altre persone”.

“Tra queste il bimbo, operato nella notte. In queste stesse ore la vice sindaca Frisoni è costantemente in contatto con i sanitari dell’ospedale Bufalini di Cesena e Start per avere il quadro clinico dei dipendenti dell’azienda dei trasporti feriti nell’aggressione. A loro, alle vittime, tutta la nostra vicinanza. Stiamo seguendo passo a passo l’evoluzione di tutti coloro i quali sono stati colpiti dalla furia di questa persona. Prima di ogni cosa, il dovere della comunità è aiutare le vittime. Così abbiamo fatto e stiamo facendo. E la comunità lo ha fatto compatta. Sanità, forze dell’ordine, Questore, inquirenti. A tal proposito voglio ringraziare le donne e gli uomini della Polizia, che hanno subito catturato il criminale, consegnandolo alla giustizia, a dimostrazione dell’efficienza e della abnegazione delle forze dell’ordine che operano su questo territorio. Proprio stamattina ho incontrato gli agenti che hanno operato l’arresto e insieme abbiamo portato dei doni al bimbo. E anche Maurizio Focchi, titolare dell’azienda in cui lavora il padre del bimbo, col quale anche oggi in ospedale stiamo assistendo la famiglia”.

“Per il responsabile di tale violenza non si deve chiedere altro che il massimo rigore: non ci può essere alcuna giustificazione o attenuante per quanto fatto. Le leggi esistono e vanno applicate. Non voglio neanche commentare la, purtroppo, quasi fisiologica speculazione politica, in vista delle elezioni, da parte di personaggi che si buttano su questi fatti con la velocità degli avvoltoi. Mentre i medici operano, la polizia e la magistratura assicurano alla giustizia il responsabile. Se una questione deve essere aperta, è come mai un richiedente asilo, domiciliato a Riccione presso un istituto di volontariato e che a quanto pare aveva già dato segni di violenza e di alterazione, girasse liberamente, potendo ieri prendere il bus in direzione Rimini. Qualcuno ha sottovalutato i segnali precedenti? Se davvero alcuni comportamenti facevano intuire il particolare carattere di questa persona, che ha girato mezza Italia prima di arrivare nella nostra provincia a inizio agosto, sono stati segnalati agli organi competenti? Se ci sono domande politiche da fare, e ci sono, queste sono le prime e come Comune di Rimini le porremo a tutti i livelli, prima di tutto per il rispetto verso le persone ferite. Anche oggi siamo accanto a queste persone perché questo è quello che fa una comunità solidale. Una comunità che è intervenuta con la sua solidarietà, la sua sanità, le sue forze dell’ordine. Questo vuol dire essere comunità e speculazioni elettorali possiamo lasciarle a chi pare non aspetti altro per metterle in opera. In questo momento il nostro compito è stare accanto alle persone aggredite e alle loro famiglie”.

LA DICHIARAZIONE DI START ROMAGNA

Start Romagna è “scossa per quanto accaduto nel tardo pomeriggio sulla linea 11 in zona Miramare. L’aggressione avvenuta verso due dipendenti della ditta Holacheck che fornisce il servizio di controlleria sui bus di tutta la Romagna è un fatto gravissimo e senza precedenti”.

Il presidente di Start Romagna Roberto Sacchetti esprime “a nome della società la solidarietà alle persone coinvolte augurando una rapida guarigione. Un ringraziamento alle forze dell’ordine che hanno agito in maniera tempestiva procedendo all’arresto dell’aggressore. Le immagini del circuito di sicurezza saranno rese disponibili alle forze dell’ordine per verificare quanto accaduto e perseguire chi s’è reso protagonista di un gesto di tale violenza”.

Start Romagna trasmette anche una dichiarazione per conto dell’azienda Holaceck, azienda presso la quale sono impiegate le due addette alla controlleria sui bus ferite ieri a Rimini: “Approfittiamo per dire che tutto il sistema nazionale del trasporto pubblico locale, le associazioni che riuniscono le aziende pubbliche, i partners operativi, stanno testimoniando vicinanza a Start Romagna e a tutte le persone coinvolte. Il tema della sicurezza a bordo dei bus – è opinione di tutti – è un problema diffuso in tutta Italia e serve porvi mano con azioni che supportino e tutelino  passeggeri e lavoratori”.

LA DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO REGIONALE FIT CISL ER ALDO COSENZA

“Esprimo solidarietà e vicinanza ed auguro una pronta guarigione alle vittime di questo ennesimo e inqualificabile atto di violenza. Nello stesso tempo, auspico che già mercoledì, nella riunione sulla sicurezza nei trasporti che si terrà a Roma con il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, venga affrontata con urgenza e fermezza anche la questione relativa alla tutela del personale operante nel settore del trasporto pubblico locale, sia su gomma sia su ferro. Lavoratori che da troppo tempo, e sempre con più frequenza, nell’espletamento del servizio sono costretti a mettere a rischio la propria incolumità personale. La misura è colma. Basta proclami a cui non seguono azioni, serve subito più sicurezza sui mezzi del TPL.”

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