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Rimini, oltre 150 segnalazioni di molestie durante l’adunata degli alpini. Ana: “Tanti giovani infiltrati”

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Dal 5 all’8 maggio, a Rimini e San Marino, è stata celebrata l’adunata nazionale degli Alpini, una manifestazione che si svolge ogni anno nella seconda settimana di maggio in una città scelta, di volta in volta, dal consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale degli Alpini (ANA). Una celebrazione che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche dovute all’atteggiamento non propriamente da galateo che i militari sono soliti sfoggiare durante l’evento: in soli tre giorni, infatti, l’associazione contro la violenza sulle donne Non una di meno – Rimini ha ricevuto oltre 150 segnalazioni di abusi e molestie tramite i propri canali social, tra tentativi di aggressioni fisiche e approcci inappropriati e sempre più insistenti.

Buona parte delle denunce provengono dalle lavoratrici della ristorazione, bariste e cameriere che, nella tre giorni dell’adunata, hanno dovuto assolvere all’ingrato compito di servire da bere agli alpini, ricevendo come contropartita complimenti non richiesti, palpeggiamenti e nomignoli svilenti.

Il ministro della Difesa: “Comportamenti gravissimi”

Dopo il clamore, sulla vicenda si è espresso anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini: «I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati. Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni. È sbagliato – conclude – fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza: le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni».

 La risposta di Ana

“Ci sono centinaia, se non migliaia, di giovani che pur non essendo alpini, approfittano della situazione: a costoro, per mescolarsi alla grande festa, basta infatti comperare un cappello alpino, per quanto non originale, su qualunque bancarella. Un occhio esperto riconosce subito un cappello “taroccato”, ma la tendenza è nella maggior parte dei casi a generalizzare. La grandissima maggioranza dei soci dell’Ana, poi, a causa della sospensione della leva nel 2004, oggi ha almeno 38 anni: quindi persone molto più giovani difficilmente sono autentici alpini” affermano da Ana in risposta.

 

 

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