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La Regione finanzia 2 progetti a Santarcangelo di Romagna e Bellaria Igea Marina per convertire beni confiscati alla mafia

L’impegno della Regione Emilia-Romagna va avanti per diffondere una cultura della legalità e per sviluppare progetti di sicurezza nei territori. Sono stati pubblicati gli esiti di due bandi del valore complessivo di quasi 3 milioni di euro. “Da un lato ci sono iniziative di sostegno agli enti locali, ovvero comuni e loro unioni, al rafforzamento delle polizie locali e alle università per promuovere soprattutto tra studenti e studentesse la cultura della legalità. Dall’altro c’è un impegno al recupero di beni confiscati alle mafie e la loro riconversione a fini sociali, per restituire alla collettività quello che la criminalità organizzata aveva tolto” riporta la consigliera regionale Nadia Rossi (Pd).

In provincia di Rimini sono due i progetti così finanziati. A Santarcangelo di Romagna un immobile confiscato sarà presto destinato all’accoglienza di profughi provenienti dall’Ucraina. A Bellaria Igea Marina, invece, si procederà con lavori di adeguamento edilizio su una costruzione che diventerà successivamente una abitazione per persone adulte con disabilità.

A riguardo, il Pd in Regione ha presentato una risoluzione che chiede che i fondi del Pnrr per il recupero dei beni confiscati alle mafie non vadano solo al sud. “Il documento che ho sottoscritto chiede alla Regione di attivarsi per ottenere l’intervento del Governo, affinché promuova la destinazione delle risorse del Pnrr anche alle Regioni del centro-nord, compresi i territori emiliano-romagnoli, in modo da sostenere il recupero dei beni immobili confiscati e le progettualità di riutilizzo degli stessi” spiega Rossi, che continua “Sono 46.592 i beni confiscati alla criminalità organizzata a livello nazionale tra immobili e aziende, e quasi un terzo risulta concentrato nella nostra e nelle regioni a noi limitrofe. L’Emilia-Romagna sostiene gli enti locali nel loro riutilizzo ma va necessariamente creata una sinergia a livello nazionale per far fronte al fenomeno”.

A questo proposito, in attuazione della legge regionale n.18 del 2016, continua ad essere promossa la nascita di osservatori locali che si occupano di criminalità organizzata e mafiosa, e dunque di beni immobili confiscati, nonché di fenomeni similari. “Un esempio virtuoso lo abbiamo a Rimini, con l’Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata, che attraverso una collaborazione tra enti locali, associazioni di categoria, scuole e cittadini combatte le infiltrazioni mafiose in Riviera contribuendo anch’esso a diffondere consapevolezza, approfondimento e studio in tema di legalità. Le attività dell’Osservatorio provinciale saranno sostenute dalla Regione Emilia-Romagna anche per l’annualità 2022: lavoriamo tutti nella stessa direzione, quella della legalità” conclude la consigliera dem.

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