Emergenza lupi nel territorio riminese: l’ultimo attacco a La Pecora Nera di Coriano, con 8 pecore uccise e 10 disperse

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“Ormai, oltre ai cinghiali i cui danni non fanno più notizia, anche i danni causati dagli attacchi dei lupi stanno diventando  un grave problema, con gli allevatori e pastori esasperati per l’impossibilità di portare avanti un duro lavoro, troppo spesso vanificato dalle razzie di lupi che evidentemente, se possono  scegliere,  preferiscono le pecore ai cinghiali contraddicendo quanto sostenuto da tanti che i lupi servono a ridurre l’invasione dei cinghiali”. Lo dichiara Guido Cardelli Masini Palazzi, presidente di Coldiretti Rimini.

Si ripetono attacchi agli allevamenti, il più recente nell’azienda agricola di Mulazzano di Coriano La Pecora Nera, dove i predatori hanno attaccato un gregge uccidendo otto pecore e disperdendone 10.

“Con il ritorno del lupo, il lavoro dei pastori e degli allevatori è notevolmente cambiato divenendo – afferma Cardelli Masini Palazzi  – sempre più complesso e oneroso e stravolgendo le abitudini di una pratica storica. Non è infatti più possibile lasciare gli animali allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in montagna, dalla mungitura del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da attacchi di lupi poiché recinzioni e cani da pastore a volte non sono sufficienti a scongiurare il pericolo”.

Oltre a dover fare la conta dei danni diretti, quelli relativi agli animali uccisi, gli allevatori subiscono anche pesanti perdite economiche indirette, per i quali non è prevista alcuna forma di indennizzo. In seguito agli attacchi da lupi, infatti, oltre agli animali che si disperdono (e se le carcasse non vengono trovate l’allevatore non ha nemmeno diritto al risarcimento), c’è da mettere nel conto lo stress subito dagli animali che provoca aborti e drastiche riduzioni della produzione di latte, tutti fattori che comportano enormi  danni economici.

“I risarcimenti – afferma Alessandro Corsini, Direttore di Coldiretti Rimini – dovrebbero quindi essere congrui ai danni diretti e indiretti subiti perché i soldi pubblici non sono certo un arricchimento o un aiuto indebito, ma solo un dovuto sostegno a chi deve ricostituire un’azienda compromessa da fattori esterni, come appunto i lupi che, in condizioni normali non dovrebbero potersi spingere nelle nostre realtà territoriali fino ad una mandria al pascolo o ad un gregge”.

“La Regione Emilia Romagna sul fronte dei danni –  precisa  Giorgio Ricci, Vicedirettore di Coldiretti Rimini  – interviene  con i finanziamenti per la prevenzione, ma le risorse sono insufficienti e in molti casi gli attacchi si manifestano anche in presenza di recinti, dissuasori acustici, cani da guardiania. “Occorre  – continua Ricci –  intervenire sulla questione lupi e trovare soluzioni per contrastare in concreto una situazione inaccettabile per gli allevatori riminesi che hanno investito nella zootecnia impegnandosi a presidiare le nostre colline e che ormai hanno raggiunto il limite di sopportazione  e  si aspettano risposte adeguate per una convivenza tra uomo e lupo che non li costringa più a cessare l’attività”.

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