Emilia Romagna al 5° posto nel settore dell’industria alimentare. 4604 le imprese attive

Dal secondo trimestre 2010 al secondo trimestre 2019, l’industria manifatturiera in Emilia Romagna ha registrato un calo del numero di imprese attive del -12,7%, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che resistono: nel secondo trimestre 2019, infatti, le imprese attive nell’industria alimentare in Emilia Romagna sono 4.604 (-1,6% sul II trim. 2018 e -2,3% sul secondo trimestre. 2010), pari al 10,7% sul totale industria della regione, posizionandosi così al 5° posto in Italia.

Un comparto importante in cui l’attenzione verso il consumatore è sempre più alta: da un lato aumentano le richieste di controllo e monitoraggio dei roditori da parte delle aziende (+51%), che possono causare danni e problemi di salute ai consumatori, dall’altro cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa più stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”. Questa la fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, elaborata su base dati InfoCamere-Movimprese in occasione della partecipazione a Cibus Tec (22-25 ottobre, Parma).

A livello geografico, nel II trim. 2019 il numero più alto di aziende dell’industria alimentare si registra nelle province di Parma con 984 imprese attive (-2,3% sul II trim. 2018) e Modena con 823 (-1,4%). Seguono Bologna con 629 (-0,8%), Reggio Emilia con 536 (-2,5%), Forlì-Cesena con 386 (-1,3%), Ravenna con 355 (-3,8%), Ferrara con 330 (+0,6%), Rimini con 281 (+1,4%) e Piacenza con 280 (-2,8%).

E sul fronte della sicurezza alimentare? Secondo i dati di Anticimex in Emilia Romagna cresce l’attenzione delle aziende del settore sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale. Da gennaio a settembre 2019, infatti, le richieste di interventi da parte delle aziende contro la presenza dei roditori sono aumentati del +51% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un problema serio per le imprese in quanto i roditori, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agli impianti e di reputazione.

Ma ad aver registrato nei primi mesi del 2019 il “boom” maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie (+91% rispetto allo stesso periodo del 2018), che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre più “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attività in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni.

“Il settore alimentare, più di altri, ha bisogno di controlli rigidi per garantire la sicurezza dei consumatori – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia –. La normativa sempre più stringente ha già limitato l’uso di prodotti chimici e, grazie ai dispositivi di nuova generazione, come la tecnologia SMART, che da quest’anno ci permette di monitorare e controllare non solo i roditori, ma anche blattoidei e lepidotteri, oggi è possibile proteggere gli ambienti in modo “green”.

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