Coldiretti, agricoltori e allevatori da Rimini a Montecitorio denunciano emergenza cinghiali

Dopo aver denunciato per mesi l’emergenza fauna selvatica a livello locale, chiedendo a più riprese l’intervento di sindaci, Prefetto e Regione a tutela del lavoro di agricoltori e allevatori nonché della sicurezza sociale dei cittadini, Coldiretti Rimini ha portato la propria voce fin sotto le finestre di Montecitorio.

Preoccupa, infatti, si legge nella nota di Coldiretti, l’aumento crescente dei cinghiali che sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni sino a raggiungere i 2 milioni lungo tutto l’arco appenninico italiano, ma anche quella dei lupi il cui numero è in crescita evidente sulle nostre colline.

Secondo Coldiretti, che ha manifestato a Roma insieme a migliaia di agricoltori e allevatori, molti giunti proprio dal Riminese, ma anche fianco a fianco ad associazioni dei consumatori, ambientaliste e sindacati, la presenza incontrollata della fauna selvatica sta generando un pericolo concreto per la tenuta economia ed idrogeologica del territorio.

“Se le popolazioni di cinghiali stanno guadagnando terreno rispetto alla presenza umana con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale, quella appenninica – continua – già segnata dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali, meglio non va con i lupi che in tutto il 2019 hanno preso di mira allevamenti e greggi mettendo in ginocchio gli allevatori dell’alta collina, da Rimini al Montefeltro.”

Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità di quello che è ormai un fenomeno sociale dato che l’invasione di cinghiali e gli attacchi dei lupi non provocano solo danni nei campi e nelle stalle, ma anche rischi sulle strade e problematiche ambientali, in primis l’indebolimento della tenuta idrogeologica del territorio – gli agricoltori della Coldiretti hanno chiesto anche al Governo di fare la propria parte.

“Chi si è visto distruggere più volte il campo di mais o il vigneto dai cinghiali o, ancora, predare i propri animali – spiega il Presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi – sceglie alla fine di non seminare e allevare più, si arrende e abbandona il territorio. Il rischio è che via via venga meno la presenza degli agricoltori e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico”. Serve, dunque, responsabilità nella difesa degli allevamenti e del lavoro dei tanti imprenditori agricoli che – gli fa eco il Direttore Anacleto Malara – con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del nostro patrimonio, del nostro Made in Italy agroalimentare”.

“Un tesoro – conclude il Vice Direttore di Coldiretti Rimini, Giorgio Ricci – messo a rischio dall’avanzata di lupi e cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole, di fatto mettendo a repentaglio non solo il reddito agricolo, ma anche la sicurezza dei residenti e degli automobilisti”. Ai rappresentanti del Governo e del Parlamento di tutti gli schieramenti presenti, Coldiretti ha illustrato un pacchetto di misure da tradurre in un emendamento alla legge di Bilancio o alla Decreto Fiscale finalizzato a semplificare le norme che consentano alle regioni di mettere a punto ed applicare celermente piani di contenimento ad hoc, fondamentali per dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori.

“Ogni anno si contano in tutto il Paese danni da fauna selvatica per 200 milioni. Ma la fauna – sottolinea Coldiretti – è di proprietà dello Stato, le risorse non ci sono e per questo chiediamo che sia data agli agricoltori la possibilità di proteggere i loro campi e le mandrie che non sono di serie B. L’emendamento, conclude il Presidente Cardelli Masini Palazzi – è fondamentale per dare certezze alle nostre imprese e garantire il futuro agli agricoltori, poiché è inutile, altrimenti, che si mettano in campo politiche attrattive per far ritornare i giovani nelle aziende agricole se poi vengono devastati i loro campi o i loro allevamenti”.

Subito dopo il blitz degli allevatori Coldiretti, il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova ha annunciato lo sblocco del decreto per il riconoscimento dei benefici a chi ha subito danni dalla fauna selvatica, annunciando poi di aver già scritto al ministro dell’Ambiente per una modifica della legge 154 sul prelievo venatorio, meglio nota come legge sulla caccia.

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