Rimini. All’albo comunale 31 le Botteghe Storiche iscritte. Accolte le richieste di contributi per start up e concesso più spazio ai pubblici esercizi

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Si allarga sempre di più l’adesione, da parte delle attività economiche riminesi, al pacchetto di misure messe in campo dal Comune di Rimini, in favore del settore commerciale e produttivo. Un sostegno all’economia locale che si attua in diverse azioni come la messa a disposizione di misure incentivanti, la concessione gratuita di occupazione del suolo pubblico e l’erogazione di contributi economici a fondo perduto che vengono assegnati in rapporto ai tributi locali pagati al Comune di Rimini. Iniziative, messe in campo da qualche anno, indirizzate inizialmente alle attività di start-up che poi si sono allargate nel 2019, anche all’area degli affitti rinegoziati, delle botteghe storiche e alle attività che, dopo le disposizioni anti contagio, hanno interesse ad occupare spazi esterni ai propri locali per lavorare meglio e in maggiore sicurezza.

Albo Botteghe storiche

Appena terminato il lockdown, sono ripresi i sopralluoghi per la verifica delle attività che hanno richiesto l’iscrizione all’Albo delle Botteghe Storiche, un controllo che, anche se non  espressamente previsto dalla norma regionale, è assolutamente opportuno per valutare la “storicità” dell’aspetto della bottega. Sono 3 le iscrizioni che hanno ampliato recentemente il numero degli iscritti: la Merceria ‘Cheri’ in via Garibaldi; l’ottica ‘Severi dal 1924”, che si trova in via Giovanni XXIII e la Farmacia ‘Cantelli’ di piazza Tre Martiri. Acquisizioni piuttosto significative che portano il prestigioso Albo comunale ad un totale di 31 iscritti.

No Tax area

Sono 39 invece le attività a cui sono stati concessi i contributi previsti dalla “No Tax Area” per start-up, affitti rinegoziati e botteghe storiche. Contributi, che per il 2019 sono stati di  200 mila euro Quattro sono le finalità qualificanti di questa iniziativa: la prima per favorire le nuove iniziative imprenditoriali delle “start-up”; la seconda come incentivo alla riduzione dei costi di affitto a carico delle imprese e alla concessione di spazi commerciali inutilizzati a organismi del “terzo settore”; la terza a sostegno delle “Botteghe Storiche” e la quarta per la nascita di “punti digitali” presso le rivendite di giornali e riviste. Per il triennio 2019-2021 sono stati stanziati 600 mila euro ripartiti su tre annualità. Delle 39 domande ammesse finora, 13 sono le start-up, 8 per affitti rinegoziati e 16 quelle delle  botteghe storiche. Ricordiamo che l’ammontare dei contributi “No Tax Area”, che è calcolato sulla base dei tributi comunali pagati nel periodo di riferimento, ha previsto una ripartizione delle risorse tra i soggetti economici assegnati a secondo delle finalità di ciascuna area. In riferimento ai settori economici, a cui appartengono i soggetti beneficiari degli “Affitti rinegoziati”, si evidenzia come i “veri” beneficiari dei contributi siano stati le imprese conduttrici dei locali in affitto, che godono della riduzione del canone di locazione concessa dai proprietari.

Rimini Open Space

Anche il progetto ‘Rimini Open space’ si è rivelato un grande successo, con 400 richieste fatte da parte delle attività commerciali, soprattutto nel centro storico e nella zona mare, che sono già state evase dagli uffici; una trentina sono quelle attualmente al vaglio e solo 7 quelle escluse per impossibilità tecniche o problemi legati ai requisiti.  ‘Rimini Open Space’ è l’iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale per consentire ai pubblici esercizi di avere più spazio a disposizione per la propria attività. Si è trattata di una risposta massiccia da parte degli operatori, che hanno colto l’opportunità di poter ampliare le proprie superfici esterne, senza dover versare alcun canone aggiuntivo, con l’obiettivo di offrire un servizio in grado di rispettare le misure di prevenzione necessarie in questa fase di convivenza col Covid, a garanzia della salute dei clienti e dei lavoratori. Ricordiamo che il progetto prevede la possibilità per gli operatori di tutta la città, di richiedere gratuitamente più metratura per occupazioni suolo pubblico. L’ampliamento massimo, laddove le condizioni oggettive lo consentano, potrà arrivare fino al 50% della somma della superficie interna dell’esercizio e del suolo pubblico esterno precedentemente autorizzato.

Si semplifica la procedura

La procedura per richiedere il contributo No Tax Area è stata recentemente semplificata, in quanto è stata eliminata la cosiddetta “dichiarazione de minimis” da cinque modelli di domanda di contributo. Dal primo luglio infatti la normativa sugli aiuti pubblici ha previsto il superamento della “dichiarazione de minimis”, cioè quell’attestazione che i richiedenti di sovvenzioni, contributi e altri aiuti finanziati con fondi pubblici,  dovevano rendere formalmente per documentare di non avere superato i massimali che l’Unione Europea considera tali da non alterare le condizioni di concorrenza sul mercato. Si semplifica quindi la procedura in quanto le verifiche si faranno solo sul “Registro Nazionale Aiuti”, strumento informativo consultabile online ( www.rna.gov.it ), senza chiedere alcun tipo di dichiarazione agli interessati. Sul sito web del Comune ( a questo link  https://bit.ly/2CvZw1o ) è possibile visionare l’Avviso pubblico valevole per il 2020-2021. La prima scadenza (start-up) è prevista per il 10 novembre 2020, tutte le altre al 10 gennaio 2021.
Anche in riferimento al progetto ‘Rimini Open space’ si è adottata una procedura snella per la presentazione e per l’elaborazione delle pratiche, allo scopo di favorire gli operatori. Una procedura che permette di rispondere in maniera rapida alle tante richieste. Si ricorda inoltre che per effetto dei provvedimenti governativi, gli esercenti sono esentati fino al 31 ottobre dal pagamento del canone per l’occupazione di suolo pubblico degli spazi necessari a rispettare il distanziamento sociale.

“E’ un successo che conferma la strada indicata dall’amministrazione – sottolinea l’assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad – una soluzione che ci consente di ripartire nel rispetto delle regole e della tutela della salute. Commercianti ed  esercenti stanno affrontando questa eccezionale stagione con spirito propositivo, facendo il possibile per adattarsi ad un contesto che nessuno avrebbe mai potuto prevedere e al quale stiamo gradualmente prendendo le misure. Se si considera che in tutto le attività sono circa 600, queste 400 richieste, già evase confermano una strategia che abbiamo voluto attuare e che anche per il futuro può essere implementata e migliorata per supportare le attività commerciale del nostro territorio”.

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