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VisitRimini, Unirimini e Cast insieme per il turismo riminese. In una ricerca i flussi dei turisti cittadini

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Un approccio innovativo, un coordinamento di attività stabile per studiare, analizzare e indirizzare le scelte turistiche del territorio. È la volontà condivisa da tre soggetti con competenze differenziate, ma che condividono l’obiettivo di conoscere sempre meglio, con criteri scientifici, il fenomeno del turismo. È un modello che trae vantaggio dalle competenze scientifiche del CAST (Centro Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna) da quelle turistiche di VisitRimini e dalla capacità di fare sintesi tra territorio, formazione e ricerca di Unirimini. Una collaborazione destinata a consolidarsi nel tempo, per garantire un contributo qualificato allo sviluppo dell’economia turistica del territorio.

La collaborazione ha preso avvio un anno fa, subito dopo la nascita di VisitRimini. Oggi viene presentatala la ricerca sui flussi dei city users, basata sull’analisi dei big data, il primo risultato concreto della partnership.

Ma la sinergia va oltre: VisitRimini e Unirimini stanno collaborando anche in termini di formazione sul campo attraverso i tirocini formativi e, non da ultimo, per lo sviluppo del prodotto turistico. Ha preso il via, infatti, l’elaborazione del progetto per la costruzione del Rimini Bike District, con l’obiettivo di rafforzare Rimini quale destinazione d’elezione per i ciclisti italiani e stranieri. Il progetto, curato dal Prof. Francesco Barbini (CAST) e dott. Lorenzo Succi (direttore Unirimini spa) è basato sull’esperienza di promo-commercializzazione di VisitRimini e parte dagli asset già esistenti sul territorio: bike hotels, Italian Bike Festival, piste ciclabili cittadine, itinerari nell’entroterra,… e mira a potenziare il prodotto, per rispondere ad una domanda turistica sempre più diffusa ed esigente.

I risultati della ricerca Analisi della mobilità nell’area di Rimini mediante dati di telefonia mobile durante il periodo di Ferragosto 2020

La ricerca, a cura di Armando Bazzani, con il contributo di Chiara Mizzi, Alex Baroncini, Alessandro Fabbri del DIFA-UNIBO, è il documento che mette nero su bianco come si comportano i turisti a Rimini: che età hanno, dove vanno e quando ci vanno.
Prende in considerazione, nel dettaglio, la mobilità registrata dai big data, dal 7 al 17 agosto 2020 in un raggio di 10 km attorno alla città.

Ecco i principali risultati che vanno contestualizzati in un periodo in cui il turismo risente degli effetti della pandemia.

Analizzando le presenze per classi di età dei dati Istat relativi alla popolazione emerge che sul totale dei non residenti, la classe di età più rappresentata è quella dei 40-49 con il 28% delle presenze, seguita a ruota dai 50-59 con il 26%, dei 20-29 e 30-39 con il 19% e il 15% e da ultimi gli over 60, che rappresentano il 12% delle presenze turistiche del Ferragosto 2020.

È presente una mobilità di tipo urbano tra il Centro e la zona Rimini-mare. I Borghi Nord hanno un impatto di circa il 16% sulla mobilità osservata nell’area, ma risultano disconnessi dalla zona del Centro Storico: solo il 3.3% della mobilità ha come destinazione il Centro Storico. La maggior parte della mobilità osservata (68%) è di tipo locale con origine e destinazione interni all’area litoranea: il Marecchia costituiva ancora una barriera per la mobilità tra Rimini Centro e i Borghi Nord.

Le presenze straniere hanno fatto registrare provenienze quantitativamente nell’ordine da: Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito, Olanda, Romania, Austria, Polonia, Belgio e Spagna, per quanto la rilevanza sia stata ridotta dalla pandemia in atto.

Il totale delle presenze italiane rilevate nell’area del comune di Rimini durante il weekend di Ferragosto, al netto dei residenti, racconta che il 55% proviene da fuori regione ed è presente tutto il weekend, il 45% dalla regione Emilia Romagna, un terzo dei quali si sposta in giornata dalle località limitrofe. Tra le città italiane fuori regione si notano le provenienze da Perugia (4%) e Milano (3%).

Nell’area urbana, la mobilità lenta copre i percorsi al di sotto dei 2,5 Km (pedonale e bicicletta, 19.4% del totale) ha un’incidenza analoga a quella veicolare (22.7% del totale) che copre tratti sino ai 5 Km. La recente implementazione delle ciclabili si prevede che inciderà sicuramente, nel breve, su questo dato.

La distribuzione delle presenze nella zona centrale evidenzia l’attrattività delle spiagge del litorale all’altezza di Piazza Tripoli, a partire dalla mattina: si tratta di un pubblico giovane under 40. La mattina e nel tardo pomeriggio risulta attrattivo il Centro Storico, mentre la sera prevale l’area di Piazza Fellini e della Darsena; la spiaggia rivela una forte attività anche in tarda serata.

Lo studio della mobilità per fasce orarie, conferma che la costa attrae flussi la mattina, generando una forte mobilità diffusa in tutta l’area del comune e in particolare presso la stazione e nella zona residenziale vicino al mare. Le destinazioni si distribuiscono lungo la litoranea ma anche nell’area storica che risulta trafficata (effetto del mercato durante il sabato). Nella fascia oraria del pranzo si osserva una forte diminuzione della domanda di mobilità ma non una inversione di tendenza rispetto all’attrattività dell’area costiera.

Nel pomeriggio (14-19) la domanda di mobilità cresce di nuovo in tutta l’area cittadina, e in particolare lungo le direttrici che portano al mare, dove si osserva sia una domanda di mobilità dalla zona costiera verso il Centro, che viceversa, a segnalare uno scambio tra popolazioni. La mobilità ha carattere diffuso anche se il Centro Storico ha un ruolo rilevante. Nella fascia oraria della cena vi è una forte mobilità dall’area costiera verso il Centro storico che potrebbe riflettere l’abitudine di prendere qui l’aperitivo.

Alla sera (20-24) la zona mare ridiventa attrattiva rispetto al Centro, in particolare, nell’area di Piazza Fellini e nel lungomare Sud tra Piazzale Kennedy e via Pascoli.

Analizzando la distribuzione dei flussi per fasce di età, si nota come le oscillazioni siano soprattutto generate dagli over 50 che tendono a rientrare dalla spiaggia per il pranzo e la cena, mentre la crescita netta della popolazione verso sera sia dovuta alla fascia più giovane dei 20-29 anni verso sera (aumento del 20%). Per l’area urbana l’andamento è in contro fase rispetto al lungomare con una diminuzione delle presenze nel pomeriggio ed un aumento durante l’ora del pranzo della popolazione locale. La distribuzione per fasce di età rispetta i rapporti dei dati ISTAT con la sola nota che alla mattina vi è una maggiore presenza di giovani tra i 20 e i 29 anni che probabilmente dormono in centro. Alla sera si rileva un piccolo aumento per la fascia di età 40-59, che evidentemente preferisce le attività offerte dal Centro a quelle della spiaggia.

In sintesi

Molti sono gli stimoli che derivano da una ricerca così complessa. Considerando che la rilevazione si concentra nel periodo di massima presenza di turisti nello scorso anno, già dalle prime risultanze emergono indicazioni interessanti che potranno ripetersi nella stagione in corso, per via della similarità della situazione pandemica.

Più della metà dei turisti a Rimini si è concentrata nella fascia tra i 40 e i 59 anni (54%), la fascia giovane (20-39) anche in tempi di pandemia è fortemente attratta dalle attività sul lungomare. Il successo della strada della sostenibilità intrapresa dalla città, è confermata dal fatto che la mobilità dolce è la risorsa prediletta per gli spostamenti sotto i 3 chilometri. Nell’ambito del turismo di prossimità, le città di maggior provenienza sono state: Bologna, Ravenna, Parma a livello regionale, Perugia e Milano a livello extraregionale, situazione in cui è stata rilevata un’importante presenza diffusa anche dalle Marche. Mentre per le provenienze internazionali, si conferma ancora una volta che Germania, Svizzera e Francia costituiscono il bacino di provenienza maggiore, ma, nonostante la situazione, i turisti sono arrivati da tutta Europa. Non da ultimo, la scarsa mobilità verso il centro in provenienza dalla zona Nord, al contrario rispetto quanto avviene al Sud, è un dato che offre ulteriori opportunità di approfondimento.

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