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Cittadinanza europea: Regione stanzia 800mila euro per le politiche di integrazione rivolte soprattutto a giovani e donne

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È stato presentato in commissione Cultura il “Programma regionale degli interventi di promozione e sostegno della Cittadinanza europea” per il triennio 2022-2024. Il programma ha avuto il parere favorevole della commissione.

La presidente della commissione ha affermato che “nella costruzione della cittadinanza europea, una grande importanza è data all’associazionismo, ai giovani e alle donne, cioè alle politiche di integrazione europea”. La vicepresidente della giunta ha riproposto le linee del programma del precedente triennio, e l’impegno di 800mila euro di risorse (per le amministrazioni locali e l’associazionismo), “anche se questo è un momento drammatico per l’Europa, prima con la pandemia poi con la guerra in Ucraina, che ha messo alla prova la tenuta solidale del continente”.

C’è bisogno di riflettere sul ruolo della Regione e “di partecipare alla costruzione di una rinnovata Unione europea, a partire dalle sfide della transizione ecologica, digitale e dell’inclusione sociale e territoriale. A nostro favore c’è il fatto che le linee del programma rispecchiano il programma di mandato. E siamo anche rafforzati dall’indirizzo europeo della Regione e dal fatto che abbiamo impegnato al 100% le risorse dello scorso settennato, siamo stati bravi ad attrarre risorse dirette per imprese, comunità e territorio. L’approccio del programma triennale è volto al tema di come stiamo insieme come comunità”.

Il Programma vede due tipi di attività (viaggi nella Ue e iniziative della Ue). Nel 2019-21 erano disponibili 830mila euro, per interventi di diffusione della conoscenza della Ue e della cittadinanza, dello studio e della ricerca sulla governance nelle politiche comunitarie, per la comunicazione e il contrasto alle fake news. A queste si aggiungono i progetti per le autonomie, volti a rafforzare la capacità di cogliere le opportunità, e le risorse, europee. Ci sono state 91 richieste per un totale di 1,8 milioni di euro (33 progetti di associazioni, due delle università e 56 di Enti locali. Ne sono stati approvati 62, corrispondenti a 1,2 milioni di cui 830 dalla Regione, per un cofinanziamento medio del 69%. I bandi avevano importi da 5mila a 20mila euro e sono stati coinvolti oltre 25mila cittadini di tutte le età in conferenze, laboratori, spettacoli e altre attività.

Per il triennio 2022-24 si punta sull’approccio integrato delle politiche, raccordando gli obiettivi del Patto per il clima e il lavoro, dell’Agenda 2030, delle Politiche di coesione, del Programma di cittadinanza europea. Youth è stato un elemento utile – ha rappresentato cosa i giovani si raffigurano – per porre gli obiettivi: Europa dell’innovazione, Europa dei cittadini (ad esempio, voto ai 16enni) e dei diritti (inclusione e pace), promozione della partecipazione dei cittadini alla vita democratica della Ue. Un altro obiettivo è la Ue e lo sviluppo territoriale (rafforzare lo sviluppo della programmazione degli Enti locali per far cogliere le opportunità offerte dai programmi e dai finanziamenti europei.

Le iniziative del Programma sono rivolte dalla Regione a Enti locali e associazioni e al rafforzamento istituzionale (Unioni di Comuni, Città metropolitana di Bologna, Province) ed è previsto un cofinanziamento fino all’80 per cento.

Due gli ambiti di intervento: 1) “iniziative culturali, didattiche e formative finalizzate alla diffusione e conoscenza della storia dell’integrazione europea e dei diritti e doveri derivanti dalla cittadinanza europea, nonché delle opportunità offerte dai programmi europei”; 2) “iniziative e progetti per facilitare la conoscenza e la partecipazione di cittadini, enti locali, istituzioni scolastiche e associazioni a progetti e programmi promossi dall’Unione europea”.

Secondo il Partito democratico, “il Programma ha l’obiettivo di far capire che la Ue non è un altrove, ma è il nostro spazio di vita e lavoro. È importante che nella legge regionale ci sia un’azione per promuovere una cultura diffusa dell’essere cittadini europei. Occorre promuovere il protagonismo di giovani e donne per l’Europa del futuro”.

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