Saldi estivi: in Emilia Romagna partono il 2 luglio

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Il prossimo sabato, 2 luglio, partono i saldi estivi in Emilia-Romagna. Per sessanta giorni sarà possibile acquistare, risparmiando, articoli di qualità negli oltre 9.000 negozi della regione.

“La crisi dei consumi causata dai due anni di pandemia, insieme all’aumento dei prezzi conseguenza del conflitto in Ucraina, rendono i saldi particolarmente allettanti per quanti sono in cerca di occasioni”, commentano da Confesercenti.

I commercianti, tuttavia, pur sperando di rifarsi di anni difficili, soprattutto quelli dei settori dell’abbigliamento e delle calzature, non nascondono alcune preoccupazioni.

Per Mauro Tagiuri, commerciante nel campo dell’abbigliamento romagnolo e coordinatore della FISMO (Federazione Italiana Settore Moda): “c’è la speranza che i saldi siano un’attrattiva per i clienti, ma non vedo l’‘appeal’ degli anni pre-pandemici, le persone sono spaventate dall’aumento dei prezzi, da cui neanche noi siamo esenti.”

Dopo un andamento delle vendite molto a rilento, nei primi mesi del 2022, i negozi sono ancora pieni di merce e si apprestano ad iniziare il periodo dei saldi estivi con ottimi sconti e un’ampia scelta a disposizione dei consumatori.

Il settore continua ancora a registrare una situazione molto critica e l’aumento continuo e corposo dei costi dell’energia ma anche dei prodotti sta mettendo in crisi parecchie aziende.

Le vendite dei prodotti della collezione primavera/estate continuano, inoltre, a registrare un calo progressivo rispetto al periodo pre-pandemia che in certi casi arriva a superare il 30% su base annua.

La stagione dei saldi che si aprirà in questo fine settimana sarà, quindi, particolarmente interessante per i consumatori e pieno di aspettative per gli imprenditori commerciali.

Ricordiamo i consigli di Confesercenti al consumatore:
1)   servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia;
2)   verificare la presenza del cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato;
3)   conservare sempre lo scontrino perché è possibile sostituire l’articolo difettoso.

“Bisogna creare, invece, le condizioni perché i costi di gestione delle transazioni bancarie, effettuate utilizzando la moneta elettronica, siano ridotti o addirittura azzerati: questa è la strada maestra da seguire per incentivarne l’uso”, chiosano dall’associazione.

 

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