Elly Schlein a Rimini per lanciare Emilia-Romagna Coraggiosa, la lista di sinistra che appoggia Stefano Bonaccini

Ha richiamato circa un centinaio di persone il debutto del comitato riminese di “Emilia-Romagna Coraggiosa”, la lista che alle elezioni regionali supporterà da sinistra il presidente uscente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. A tenere a battesimo la prima cena di finanziamento, rigorosamente a base di pesce, Elly Schlein, ex europarlamentare e tra le fondatrici di questo nuovo progetto collettivo che punta a riunire le numerose anime attive nell’associazionismo, nella politica, nella cooperazione sociale, nelle arti e nelle professioni.

Nell’intervento della cofondatrice del progetto Emilia Romagna Coraggiosa i temi che molti attivisti toccano in questo delicato passaggio politico che si concluderà tra appena due mesi. Tra questi la scarsa partecipazione la voto: «Le persone non vanno a votare per paura. Vanno a votare se credono che quel voto possa fare veramente la differenza». Oppure l’emergenza ambientale, con il riscaldamento globale che mostra sempre più minacciosamente gli esiti: «E’ il momento di avere il coraggio di riconoscere che il modello di sviluppo che abbiamo costruito in questi decenni a livello globale, si sta rilevando insostenibile dal punto di vista sociale e ambientale». E quindi questo il momento di lanciare un «Green new deal per salvare il pianeta ma anche per rilanciare l’occupazione di qualità investendo sull’economia verde e circolare».

Numerosi gli interventi tra il pubblico, piuttosto eterogeneo come età, con la presenza accanto a volti molto conosciuti nel mondo politico della sinistra riminese, anche di diversi giovani. Ai presenti l’ex europarlamentare ha ricordato alcuni capitali sociali della neonata lista regionale, come la «Lotta alle diseguaglianze che comporta il rafforzamento dei servizi alle persone» e il riconoscimento dei diritti e delle differenze prima che diventino diseguaglianze». Per non dimenticare la questione tutt’ora pendente delle uguaglianze di genere: «solo se noi riusciamo a scrivere politiche pubbliche senza un occhio chiuso, quello delle donne, riusciamo a dare risposte concrete ai bisogni della società tutta», concludendo che «è fondamentale investire nell’istruzione, nella cultura. Sulla coesione sociale».

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