Rimini, “Cattivo stato di manutenzione dell’insegna ai giardini dei ragazzi del Parsifal”

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Il Capogruppo consiliare Marzio Pecci (Lega Rimini) ha depositato una interrogazione sul tema della manutenzione dell’insegna dei giardini  “I ragazzi del Parsifal”

“Signor Sindaco – scrive Pecci – alcuni cittadini mi segnalano il cattivo stato di manutenzione dell’insegna indicante i giardini dei “I ragazzi del Parsifal naufragati il 3 novembre 1995 nel Golfo del Leone” posto lungo la via Destra del Porto. Quest’anno ricorre il 25 anniversario dalla sera in cui, durante la regata “Trofeo Millemiglia” nella tappa di trasferimento da Sanremo verso Casablanca, nel Golfo del Leone, mentre infuriava la tempesta con raffiche di vento a settanta nodi, un’onda anomale investiva il Parsifal, un cutter di 16 metri, lo travolgeva e scaraventava in mare l’intero equipaggio composto da:, Daniele Tosato, Luciano Pedulli, Mattia De Carolis, Francesco Zanaboni, Ezio Belotti, Giorgio Luzzi,  Giordano Rao Torres Carlo Lazzari, Andrea Dal Piaz. Di loro solo Dal Piaz, Carlo Lazzari e Giordano Rao Torres si salvavano. E’ stata la più grande tragedia della vela italiana.

“Il cutter – speiga Pecci – era stato progettato dall’architetto del mare Carlo Sciarelli ed era stato costruito dal Cantiere navale Carlini che è il miglior cantiere d’Italia …. la nostra eccellenza!  Io credo che i ricordi siano sempre importanti perché ci aiutano a costruire il nostro presente e sono le fondamenta del nostro futuro. Per questo il ricordo della vita persa di questi ragazzi non dovrà mai essere cancellato e dovrà sempre proteggere la vita di chi vive e frequenta questa città e di chi va per mare.”

Pecci chiede dunque al sindaco di “disporre immediatamente la manutenzione dell’insegna dei giardini e se ritiene condivisibile l’idea di installare una targa con i nominativi e l’età dei sei ragazzi scomparsi: Daniele Tosato, Luciano Pedulli, Mattia De Carolis, Francesco Zanaboni, Ezio Belotti e Giorgio Luzzi, sul molo di levante in prossimità del faro, zona Rock Island, in quanto trattasi di luogo di passeggio assai frequentato e, quindi, idoneo a mantenere viva la memoria di questi ragazzi che sono stati sconfitti dalla loro passione per lo sport e per il mare”.

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