I socialisti romagnoli: serve progetto condiviso per le ferrovie in Romagna, che punti su interconnessione e efficienza

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Con una dichiarazione unitaria i socialisti romagnoli, lanciano una proposta in merito all’ipotesi della nuova linea di Alta Velocità che colleghi Trieste a Taranto, passando per Ferrara, Ravenna e Rimini, e sollecitano i Sindaci della Romagna, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’Assessore regionale a mobilità e trasporti, infrastrutture Andrea Corsini a mettere in atto un progetto che punti a interconnessione e efficienza.

“Dopo le notizie delle settimane scorse su un’ipotetica nuova linea di Alta Velocità è tornato al centro del dibattito politico regionale il problema dell’arretratezza infrastrutturale ferroviaria nel territorio romagnolo, rispetto all’Emilia” spiegano i socialisti romagnoli ritenendo necessario che si proceda a :
– Organizzare una “Conferenza Romagnola per il Coordinamento della Viabilità Ferroviaria”, in cui le varie istituzioni del nostro territorio potranno confrontarsi e prendere decisioni guardando all’interesse non dei singoli, ma di tutto il territorio.
– elaborare un progetto concreto sulla nuova linea AV che passerebbe per Ferrara, Ravenna e Rimini; inoltre, lavorare su un progetto di miglioramento della linea principale dell’entroterra, con la creazione di una linea AV separata dalla linea tradizionale.
– promuovere  una migliore interconnessione ferroviaria: non aumentare le fermate dei treni di Alta Velocità e potenziare di InterCity, InterCity Notte, e soprattutto Regionali, sia sulle linee principali, sia sulle linee secondarie. Inoltre, un miglior servizio in termine di mezzi utilizzati, effettuando tutte le corse con treni, abbandonando l’utilizzo degli autobus, e, in accordo con la Regione Toscana, portare sulla linea Faenza-Firenze treni ibridi.
– riprogrammare il servizio Frecciabianca su linea tradizionale fra Milano e Ancona/Pescara.
– sollecitare una programmazione di treni internazionali, per collegare meglio il territorio romagnolo al resto del continente.

“Il punto chiave di questo progetto è, quindi, l’interconnessione e l’efficienza, abbandonando i campanilismi e collaborando per garantire un servizio pubblico di qualità per tutta la Romagna – spiegano i socialisti – . Per affrontare l’emergenza climatica e la ripartenza dopo il Coronavirus, il treno deve diventare un mezzo di riferimento nella mobilità sia per i pendolari che per i turisti, per questo i socialisti romagnoli portano avanti queste proposte per un cambio di marcia necessario non solo della mobilità nel nostro territorio, ma dell’intero Paese”.

“E’ proprio dalle situazioni di emergenza e di crisi come questa che si deve trovare il coraggio di modernizzare un Paese ingessato, favorendo lo sviluppo economico e incrementando l’occupazione nel rispetto dell’ambiente – concludono Francesco Pitrelli, segretario PSI – provincia di Ravenna, Luca Pellegri, segretario PSI – Forlì, Anna Bisulli, segretaria PSI – Cesena , Francesco Bragagni, segretario PSI – provincia di Rimini e Enrico Maria Pedrelli, segretario nazionale FGS.

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