Interrogazione dell’Onorevole Tonelli (Gruppo Lega) al Ministero sul mancato invio di poliziotti nei presidi estivi di Bellaria, Cervia, Cesenatico e Riccione

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Sul mancato invio dei rinforzi nella località turistiche e sulla riviera romagnola è intervenuto con una interrogazione al Ministero dell’Interno l’Onorevole Gianni Tonelli gruppo LEĢA – Salvini Premier già segretario generale aggiunto del SAP.

“I fondi infatti erano già previsti nella legge di bilancio per l’anno 2020. Per altro una decisione che mostra la totale disomogeneità tra le anime del governo, a fine maggio il Ministro Boccia parlava di 60mila unità per garantire la sicurezza riguardo l’emergenza Covid ed agevolare il turismo, invece non vengono neppure inviati i rinforzi, per i quali, come già detto, erano stati stanziati i fondi” riporta la nota dell’Onorevole Tonelli.

“Ad oggi gli uffici di Polizia di Cervia e Cesenatico sono chiusi – prosegue Tonelli -, mentre Riccione e Bellaria fanno fronte alle esigenze con il personale della Questura di Rimini. Dei rinforzi che tutti gli anni rendevano più sicura la Riviera, aumentando il numero di volanti sul territorio e dando manforte a tutti gli uffici, neanche l’ombra. Una scelta miope del Ministro dell’Interno. Oltre al controllo del territorio e la tutela dell’ordine pubblico, le Forze dell’Ordine saranno impegnate nell’emergenza sanitaria per far rispettare le norme anti covid, controllare il distanziamento sociale e permettere alle attività di lavorare con serenità. La levata di scudi è totale: sindacati, associazioni di categoria, enti locali e amministratori chiedono più sicurezza nei luoghi a vocazione turistica. Per tali motivi ho presentato una interrogazione al fine di chiarire le motivazioni per il mancato invio del personale ed adottare iniziative volte a garantire la sicurezza nei luoghi della Riviera”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
presentata dall’On. GIANNI TONELLI il 13/07/2020 11:30
Al Ministro dell’Interno – Per sapere – premesso che:
Al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

E’ ormai ufficiale che il dipartimento della Pubblica Sicurezza ha stabilito di non poter inviare i
tradizionali rinforzi estivi sull’intero territorio nazionale, sembra per carenza di risorse economiche
da impiegare per i trattamenti di missione degli operatori e per le spese di logistica, dagli alloggi al
vitto;
stando alle indicazioni diramate alle Questure e alle Prefetture, i presidi estivi potranno aprire solo
con proprie risorse umane – che sono strutturalmente sotto organico da anni – senza trasferimenti da
parte del Ministero, con la conseguenza di abbandonare i territori periferici al loro destino con un
pessimo segnale che lo Stato manda a livello locale;
in riviera romagnola, infatti, è stato possibile aprire solo Riccione e Bellaria dei tradizionali presidi
estivi, ovviamente solo con personale locale, mentre Cervia e Cesenatico non apriranno e, nel caso
di Cervia, sarà la prima volta che il posto di polizia stagionale della Questura resterà chiuso dopo
sessanta anni e in autunno si valuteranno poi gli effetti di questa grave mancanza;
la decisione è grave con riguardo alla riviera romagnola, visti i fatti di cronaca che puntualmente si
leggono sulla stampa, soprattutto all’indomani del fine settimana, ma lo è anche in generale, con
riguardo a tutte le località turistiche italiane che in estate vedono raddoppiate le presenze e che
quest’anno avrebbero maggiormente bisogno di rinforzi al fine di garantire ai cittadini e ai turisti il
necessario ordine pubblico e la sicurezza, anche sanitaria, che l’emergenza sanitaria da Covid-19
impone al fine di evitare assembramenti e per mettere le imprese del turismo in condizioni di
lavorare in tutta tranquillità;
nel caso della riviera romagnola persino il Prefetto Alessandra Camporota ha sollecitato il Ministero
ad un ripensamento evidenziando “le caratteristiche e le specificità di un territorio che dal turismo
trae linfa vitale” oltre alle forti preoccupazioni espresse dai sindacati di Polizia Sap, Uil e Usip, dalle
associazioni di categoria degli operatori turistici e dalle autorità locali, e la stessa cosa vale anche
per le altre località italiane a maggiore vocazione turistica;
tale decisione, peraltro, denota una mancanza di capacità di valutare le priorità e le esigenze di
sicurezza e ordine pubblico sul territorio italiano nel momento in cui il Parlamento sta convertendo il
decreto-legge c.d. rilancio nel quale, con lungimiranza, si potevano stanziare le necessarie risorse
per garantire ai turisti di andare in vacanza serenamente nelle località italiane e alle imprese
turistiche di lavorare bene per limitare il più possibile i danni economici determinati dalla pandemia;
peraltro non si comprende come mai tali risorse scarseggino visto che già la legge di bilancio per il
2020 aveva provveduto a stanziare fondi per il Dipartimento della P.S.; –

Se intenda chiarire quanto prima la questione dell’invio dei rinforzi estivi nelle tradizionali località
turistiche italiane, di conseguenza adottando le opportune iniziative per garantire un adeguato
livello di sicurezza e ordine pubblico, alla luce dell’ulteriore fattore derivante dall’emergenza
sanitaria da Covid-19, e contribuire, in tal modo, anche al rilancio del settore turistico italiano
duramente colpito dalla crisi economica che si è determinata a seguito dell’emergenza sanitaria.

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