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Gianluca Pini torna in campo per scongelare la Lega Nord: quella di Salvini non è la vera Lega. Un ricorso in Tribunale a Milano

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L’ex segretario della Lega Nord Romagna Gianluca Pini, da anni in polemica molto dura e in rotta con Matteo Salvini e con il nuovo gruppo dirigente leghista, costruito attorno al progetto Lega Salvini Premier, ha deciso di rompere gli indugi e vuole scongelare la Lega Nord storica, quella di Umberto Bossi, che secondo lui Salvini ha sequestrato e messo in frigorifero. E per farlo, ha deciso di ricorrere anche alla via giudiziaria, chiedendo tramite un ricorso in Tribunale a Milano la convocazione del Congresso Federale della Lega Nord per eleggere il nuovo consiglio e il nuovo segretario del movimento.

Gianluca Pini, lei non demorde. “No. Nella vita non c’è nulla che mi dia più fastidio degli arroganti e dei prepotenti. – risponde l’ex deputato al telefono – Ed è questo l’atteggiamento di Salvini e degli uomini che lui ha messo al vertice, a presidiare la Lega, perché nessuno gli desse fastidio, in modo che poi potesse farne quello che voleva. Io aggiungo che secondo me lo ha fatto in maniera illecita, sfidando ogni limite di sopportazione per quanto mi riguarda, perché a oltre due anni dalla scadenza della convocazione del congresso della Lega Nord, il congresso non è stato fatto né ancora convocato. Abbiamo sollecitato più volte, senza risposta. Abbiamo chiesto di poter utilizzare il simbolo della Lega Nord per partecipare ad alcune elezioni amministrative e ci è stato negato. Fra l’altro con motivazioni anche abbastanza comiche. Ci sono lettere in cui il commissario nominato da Salvini ci risponde che non gli interessa fare attività politica, in maniera del tutto ridicola e strumentale. Io mi sono rotto le scatole. Nessun organo di garanzia ha mai risposto. Ma se tu non convochi il congresso della Lega Nord, ci sono gli articoli del codice civile che permettono agli iscritti della Lega Nord di ricorrere alla giustizia ordinaria per avere ragione. Ci daranno torto o ragione? Non lo so. Giochiamo tutte le carte che abbiamo per scongelare la Lega.”

Lei continua a dire che quella di Salvini non è la Lega Nord. “Sì. E lo dico da un pezzo. Lega Nord e Lega Salvini Premier sono due movimenti politici diversi. – dice Pini – Esiste la Lega Nord fondata da Bossi. Ed esiste la Polisportiva Salvini, perché quello che ha fatto lui non è un movimento politico, è il suo movimento personale. Ognuno però è libero di fare quello che vuole. Se Salvini si fa il suo movimento, va bene, è il suo. Decide tutto lui, non c’è democrazia. Ma può farlo. Se chi aderisce è d’accordo con tutto questo, amen. Ma la Lega Nord è un’altra cosa. Dal punto di vista storico, politico e anche civilistico. Quello che lui non può fare è tenerla congelata, perché gli fa comodo così, per poter utilizzare una parte del simbolo a fini elettorali. Non puoi prendere per i fondelli gli elettori. Non per tanto tempo. Perché prima o poi gli elettori aprono gli occhi. E infatti gli elettori se ne stanno andando. C’è ormai una prateria di elettori della Lega Nord che non vuole più seguire Salvini e nemmeno vuole farsi cooptare dalla Meloni e da Fratelli d’Italia. Gli ultimi risultati elettorali, anche quelli delle recenti amministrative, certificano una cosa: gli elettori della vecchia Lega Nord, quelli che considerano la questione settentrionale e dell’autonomia del Nord come prioritarie, non sono andati a votare. – continua Gianluca Pini – E questi non hanno una rappresentanza. Noi vogliamo scongelare la Lega Nord e riprendere in mano quelle battaglie. Se Salvini vuole fare la corsa sovranista e vuole correre dietro ai Borghi, ai Siri, ai Bagnai, lo faccia. Ma non può tenere congelato il simbolo e il patrimonio politico della Lega Nord e impedire a chi vuole riportarlo in alto di farlo. A parte che quello che sta facendo secondo me è illegale, sul piano politico ciò crea un danno democratico al paese. Lui sta tenendo bloccata la rappresentanza politica di milioni di voti potenziali. Salvini faccia quello che vuole, ma non tenga più in ostaggio la Lega Nord.”

Lei lo ha sempre detto e in tempi non sospetti, quindi non è stupito della crisi conclamata di consensi alla politica salviniana? “Bossi mi ha insegnato tante cose, perché al di là di tutto lui era ed è un animale politico, con un fiuto senza pari, capace di capire e rispettare l’elettorato e la gente. – risponde Pini – E lui mi ha insegnato che in politica puoi sbagliare tante cose ma non i tempi. Salvini invece ha sbagliato i tempi e tutto il resto, dai “pieni poteri” in poi. Puoi prendere in giro poche persone per tanto tempo o tante persone per poco tempo, ma non puoi prendere in giro tante persone per tanto tempo. Non puoi chiedere i pieni poteri e poi alla prova dei fatti dimostrarti incapace di gestire un paese o anche solo un Ministero.”

Sulla guerra e sulla posizione di Salvini rispetto alla Russia e a Putin, qual è la sua opinione? Bossi avrebbe fatto i passi di Salvini? “Assolutamente no. Ma chiunque altro. Gli stessi suoi ministri non hanno mai espresso posizioni così talebane sulla questione della Russia. Nessuno. Quando si ha responsabilità di governo di un Paese servono buon senso ed equilibrio. Non puoi governare un paese con dei tweet e delle sparate. Temo che purtroppo le gite a Mosca abbiamo fortemente condizionato e legato le mani a Salvini, altrimenti certe posizioni non si spiegano.”

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