Regione E-R, Defr 2023: guerra e shock energetico pesano sulla ripresa post fase acuta del Coronavirus

Assessore regionale Calvano afferma: "In due anni 18 miliardi di investimenti"

La guerra in Ucraina e il conseguente shock inflattivo ed energetico sta mettendo in crisi la forte ripresa economica del post fase acuta per il Coronavirus. Ma nonostante la difficile congiuntura economica internazionale l’economia emiliano-romagnola regge meglio di quella nazionale.

Sono i dati che emergono dal Defr 2023 presentato oggi in commissione Bilancio e Affari generali (presieduta da Massimiliano Pompignoli) dall’assessore al Bilancio Paolo Calvano.

“Oltre alle pesantissime conseguenze sociali e alle numerose vittime, il conflitto in atto genera forti ricadute sull’andamento dell’economia e del commercio internazionale, particolarmente accentuate per l’Europa anche a causa dei considerevoli aumenti del costo dell’energia e di altre materie prime, nonché per la rilevante dipendenza dalla Russia per le importazioni di gas, petrolio e carbone. Di conseguenza, nell’area euro, le previsioni di crescita del PIL si sono ridotte in misura maggiore rispetto a quelle mondiali. Il tasso di crescita 2021, fissato al 5,3% scende al 2,8% nel 2022 e al 2,3% nel 2023”, spiega Calvano, per il quale “nonostante questo scenario le ultime stime indicano che la ripresa economica in Emilia-Romagna è stata più sostenuta che a livello nazionale. L’aumento del PIL 2021 dovrebbe attestarsi al 7,3% in termini reali, quasi mezzo punto percentuale in più rispetto alle media italiana, mentre sul 2022 le previsioni sono state sensibilmente ridotte, attestandosi al 2,4%. Le previsioni per il 2023 restano invece in linea con quelle dell’ottobre scorso, mostrando uno scostamento di soli 0,2 punti percentuali, dal 2,9 al 2,7%”.

La giunta della Regione Emilia-Romagna, al fine di proseguire con il percorso di crescita e sviluppo sostenibile intrapreso in questi anni, con il Defr 2023 conferma un piano degli investimenti particolarmente rilevante che, nell’arco di appena due anni, ha raggiungo i 18 miliardi di euro. Crescono, in particolare, gli investimenti per le infrastrutture (+1.477 milioni di euro), per il trasporto pubblico e ferroviario (oltre 660 milioni di euro), per l’ambiente (+536), a favore delle imprese (+497), per le politiche abitative (+404), per la sanità (+282), per l’edilizia scolastica e universitaria (+281). Un piano ulteriormente rafforzato dai finanziamenti del Pnrr che stanno ricadendo sul territorio regionale, ad oggi per oltre 4 miliardi di euro.

“Un piano straordinario degli investimenti potenzialmente in grado di generare incrementi rilevanti sia sul piano del valore aggiunto regionale che occupazionale, non strettamente limitati, peraltro, ai meri settori attivati. L’analisi dei dati evidenzia, infatti, effetti moltiplicatori sul sistema produttivo regionale nel suo complesso, che si producono dagli scambi tra le imprese (effetti diretti ed indiretti) e per effetto dell’incremento indotto dei consumi delle famiglie”, sottolinea Calvano, per il quale “sul fronte programmatorio, viene ulteriormente rafforzata l’integrazione degli obiettivi strategici con gli altri strumenti della programmazione, in particolare con il patto per il Lavoro e per il clima e la strategia regionale Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, per delineare un quadro di azione politica complessiva e organica”.

La commissione ha nominato come relatrice di maggioranza Marilena Pillati (Pd) e come relatrice di minoranza Maura Catellani (Lega)

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