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Paolo Ricci: “Situazione insostenibile a Sant’Agata Feltria. La viabilità non può più attendere”

Con questo intervento, il vice sindaco di Sant'Agata Feltria attacca l'"immobilismo" della Provincia e sollecita immediati interventi

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Si farà entro breve una Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale di Sant’Agata Feltria aperto ai cittadini per discutere della situazione attuale della viabilità sul territorio santagatese.

Oggi nell’era della velocità delle comunicazioni, dei contatti e degli scambi, la necessità di spostamenti rapidi delle merci e dell’uomo è diventata un’esigenza imprescindibile pena il progressivo isolamento, l’asfissia del territorio che purtroppo in certe realtà già si evidenzia in Altavalmarecchia. Un isolamento che non è determinato solo dalla mancanza di una via di comunicazione veloce che permette di collegarsi alle due arterie più importanti che sono vicine a noi, l’Autostrada Adriatica con riferimento al casello di Rimini Nord, e la E 45 che ci apre le porte al Nord Italia al Sud Italia e ai Paesi Europei, ma è il cattivo stato in cui si trovano le strade Provinciali che ci permettono di arrivare alle due arterie sopra citate. Infatti la situazione della viabilità interna al territorio dell’Alta Valmarecchia si trova in condizioni disastrose quasi al collasso mettendo a rischio non solo la permanenza degli abitanti stessi ma anche il trasferimento delle industrie presenti sul territorio.
Proprio la settimana scorsa ad una cena con i maggiori imprenditori della Vallata (INDEL B Gruppo Berloni, Salcavi, Irci, Azienda Carli, Adriatica Funghi……) che danno il lavoro a circa mille persone della vallata, sono emerse le grosse difficoltà che queste aziende incontrano nel trasporto delle loro merci e nei tempi che servono per raggiungere i cantieri, portandoli a pensare a possibili trasferimenti. Ricordiamo che il territorio è molto vasto ed ha grossi problemi di tipo idrogeologico con fronti di frane molto ampi e che purtroppo insistono alcuni di questi proprio nelle strade, sia comunali che provinciali.
Ad oggi la situazione è arrivata quasi al collasso; come dicevo prima le nostre strade principali sono quelle provinciali e purtroppo, proprio su quelle strade, vi sono grosse problematiche sia per quanto riguarda la sicurezza (prive di segnaletica orizzontale, buche, barriere di contenimento non a norma eccc….) ma anche a rischio di chiusura per quelle che ci portano in direzione E45, come la strada Provinciale Sapinate e Sarsinate; una chiusa in direzione Carpegna verso le Marche, e una situazione denominata imbuto sulla Strada Marecchiese che è congestionata dal traffico e fa sì che si aumentino i tempi di transito dei mezzi e l’aumento di incidenti stradali.
Da non sottovalutare, inoltre, i costi che devono sopportare gli abitanti sulle manutenzioni dei propri mezzi visto lo stato delle strade. Alcune di queste strade sono determinanti per la sopravvivenza di alcuni poli industriali che insistono in Valle e non vorremmo arrivare quindi alla chiusura, al trasferimento delle nostre industrie o alla perdita di lavoro per i nostri cittadini. I comuni, per la viabilità di competenza, non riescono ad effettuare interventi, tranne quelli della spicciola manutenzione visti i continui tagli dei trasferimenti e in generale della mancanza di risorse. Anche per le Province a loro volta, con il fatto che debbono essere cancellate e non si sa bene quelle che saranno le loro competenze, non vi sono trasferimenti oppure per indirizzi prioritari diversi non si interviene sulla viabilità; è necessario un intervento straordinario per portare anche questo territorio ad avere una viabilità normale che permetta di vivere in questa vallata in modo dignitoso e a tutti quelli che già oggi offrono lavoro di rimanere sul territorio senza aggravi di costi restando, dunque, concorrenziali; mi riferisco in particolare alle nostre aziende che per il 90 % fanno prodotti che vanno a soddisfare non solo il mercato dell’Europa ma anche quello di tutto il mondo.

Speravamo di poter avere un incontro per discutere con il presidente della Provincia della situazione preoccupante in cui ci troviamo ma dopo lettere e anche dopo l’invito alla Fiera Nazionale del Tartufo, non è stato possibile scambiare due parole con lui. Non ci arrendiamo: useremo la stampa per far sapere ai cittadini cosa non si fa e l’ordine del giorno che presenteremo in Consiglio sarà inviato a tutti i comuni dell’Unione, alla Provincia, Regione, ai Parlamentari del nostro Territorio Romagnolo e al Prefetto di Rimini per far capire pure a loro cosa la Provincia non sta facendo.
Voglio solo ricordare al Presidente della Provincia e ai suoi Consiglieri di maggioranza e minoranza che esiste pure un entroterra e vi sono realtà importanti da salvaguardare. In ultimo voglio ricordare a chi di loro non lo sapesse che il polo Industriale di Sant’Agata Feltria, dove vi lavorano 380 persone, rischia di andare in crisi perché da 5 anni una frana mette a rischio la transitabilità dei camion che sistematicamente ogni giorno percorrono sia per consegnare le materie prime sia per spedire il prodotto finito ai loro acquirenti; di quelle 380 persone la metà non è residente nel nostro comune, ma viene da quelli limitrofi.
Infine, anche l’unica strada che ci collega con la E45 rischia la chiusura. Il silenzio assordante non ci fermerà ma anzi al contrario useremo tutti gli strumenti possibili per denunciare questa situazione.

Paolo Ricci
vice sindaco di Sant’Agata Feltria

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