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Marzio Pecci: “Rimini sicura”. Preparare la città al turismo nazionale estivo

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La ricollocazione degli eventi organizzati e ospitati dalla Riviera rappresenta, in questo momento, una parte dei progetti per la ripartenza, ma non può essere il problema principale.
Ora, più di prima, occorre lavorare per la ripartenza e fare diventare Rimini “meta turistica balneare e culturale”.
Tutti, amministratori locali e regionali e operatori turistici, dobbiamo essere concentrati per affrontare il mercato in modo deciso: noi dobbiamo per primi impegnarci per “dirigere il mercato e non subirlo”.
Per fare questo occorrono iniziative da parte di tutti gli operatori turistici affiancati dall’amministrazione comunale.
A titolo di esempio valga il fatto che da ricerche eseguite dagli appositi istituti durante la prossima estate il 60% dei turisti italiani, che preferivano le vacanze all’estero, rimarrà entro i confini nazionali e viaggeranno senza un programma definito.
Tale comportamento modificherà la domanda del soggiorno in albergo a favore dell’appartamento, perché garantirà maggior sicurezza sanitaria.
L’appartamento dovrà dunque avere un affitto flessibile che potrà andare da una a due o più notti.
Rimini dovrà essere pronta nella risposta a questa nuova domanda.
In un Paese cambiato dal Coronavirus bisogna rendere Rimini attrattiva ed allora bisogna costruire un programma di “Rimini sicura” sia per l’ordine pubblico che per la salute che continuerà ad essere minacciata dal virus.
Guardando al futuro ho scritto, pochi giorni fa, che bisogna partire dalla crisi attuale per ricostruire il Paese approvando, immediatamente, la riforma della P.A. e quindi la sburocratizzazione, le riforme indispensabili (es. fisco) e favorire nel contempo l’immissione e la circolazione di denaro (condono fiscale, edilizio e previdenziale) oltre al coinvolgimento di tutti i concessionari che a fronte del rinnovo delle concessioni dovrebbero garantire la costruzione di nuove strade e la ristrutturazione dei beni in concessioni.
Con la Regione e con il Ministero del Turismo bisognerà redigere un programma di riconversione del turismo della Riviera che trovi accoglimento e risorse finanziarie in Europa.
A livello locale, invece, bisogna che l’amministrazione comunale sburocratizzati tutte le procedure autorizzative e prenda il coraggio di riscrivere il Rue semplificandolo normando ciò che non si può fare per consentire all’investitore di fare tutto ciò che non è vietato.
In tal modo anche l’edilizia potrebbe ripartire con grande vantaggio per l’economia e la città.

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