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Marzio Pecci: “Il ministro Lamorgese invii subito alla Questura di Rimini gli ‘aggregati’. Il Sindaco dov’è?”

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“A Rimini ancora una banda di giovanissimi malviventi all’opera” titolava ieri la stampa. Si potrebbe semplificare il fenomeno dicendo che le scorribande di questi giovani sono la conseguenza dell’alcool e delle droghe che inducono all’ultraviolenza. Purtroppo non è così. I mesi di lockdown e gli anni di crisi economica non consentono di liquidare il fenomeno con questa semplificazione.

C’è nel Paese un malessere alimentato da un insieme di difficoltà economiche, disparità crescenti e insicurezza nel lavoro che stanno causando un circolo vizioso di disparità, di  frustrazione e di scontento sia tra i giovani che nelle famiglie italiane. La grave crisi economica, iniziata nel 2008, ha fatto aumentare le disuguaglianze economiche (con i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri) peggiorando la vita dei giovani, che, da disoccupati, sempre più spesso, assumono condotte antisociali, frutto di frustrazioni non controllate, che portano a scaricare l’aggressività sui soggetti deboli. La chiusura della scuola, anche dopo lockdown, non ha aiutato le famiglie nell’educazione dei figli e ciò è accaduto sia nel caso del contesto familiare problematico che in quello iperprotettivo ed accondiscendente.

La scarsa educazione porta i giovani ad abbassare la percezione dell’illecito ed a tenere comportamenti devianti quale sono gli atti di aggressione alle persone deboli, danneggiamenti a cose, furti e rapine a cui stiamo assistendo in questo periodo anche a Rimini. Abbiamo chiesto in questi anni, pubblicamente, al Sindaco ed alle istituzioni, di garantire la sicurezza in città e durante il lockdown, pensando alla fase 2, abbiamo proposto lo slogan “Rimini città sicura”, sia sotto il profilo dell’ordine pubblico che sotto il profilo sanitario. Non voleva essere solo una frase di propaganda, ma un obiettivo reale. Per questa ragione, ora, non intendiamo abdicare alla difesa della nostra città. E’, dunque, urgente “attrezzare” tutte le forze dell’Ordine Pubblico per fronteggiare, immediatamente, il fenomeno delle baby gang ed impedirne la proliferazione colpendo il processo di emulazione, sempre presente nei giovani e della sicurezza in generale.

La Lega quale forza di opposizione ha il dovere di denunciare il fenomeno ed intervenire per sollecitare le Autorità ad impegnarsi per stroncare il fenomeno sul nascere. Richiamiamo, dunque, l’attenzione del neo Prefetto, al quale va il nostro in bocca al lupo, affinché si adoperi immediatamente per sollecitare il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgiese, per aumentare, in Questura, l’organico degli “aggregati” (poliziotti aggiunti all’organico per il periodo estivo) che, quest’anno, non è stato ancora disposto. Gli “aggregati”, insieme agli uomini dell’Esercito, potrebbero essere di grande aiuto a tutte le Forze dell’Ordine e stroncare sul nascere il fenomeno delle Baby Gang. Si darebbe, in tal modo, un ottimo segnale di sicurezza: “a Rimini la criminalità non si passa”.

Alla stampa, invece, va rivolto l’appello di non enfatizzare il fenomeno per non favorire l’emulazione dei giovani sbandati e, soprattutto, per impedire quella che Stanley Cohen chiamava la “moral panic” …  è bastato il Covid-19.
Avv. Marzio Pecci

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